La Spagna batte l’Argentina e conquista il secondo Mondiale della sua storia
La Spagna ha battuto l’Argentina 1-0 nella finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium di New York e ha conquistato il secondo titolo mondiale della sua storia. La squadra di Luis de la Fuente ha deciso la partita ai supplementari con Ferran Torres, entrato dalla panchina e autore del gol al 106’, interrompendo il ciclo dell’Albiceleste campione in carica.
La Roja ha costruito il successo attraverso il controllo del gioco e il possesso del pallone, mentre l’Argentina non è riuscita a imporre il proprio ritmo né a coinvolgere Lionel Messi nella manovra offensiva. La finale è rimasta bloccata fino all’episodio che ha cambiato la partita: l’espulsione di Enzo Fernandez al 93’, arrivata dopo il secondo cartellino giallo.
La pressione della Roja contro il muro argentino
La Spagna ha preso il controllo della finale fin dai primi minuti. Al 5’ Lamine Yamal ha trovato una conclusione da posizione favorevole, deviata in modo decisivo da Lisandro Martinez. La nazionale di de la Fuente ha mantenuto il predominio territoriale, costringendo l’Argentina a difendersi bassa e compatta.
L’Albiceleste ha faticato a costruire occasioni offensive. Messi è rimasto spesso isolato e la squadra di Lionel Scaloni non è riuscita a portare palloni con continuità negli ultimi metri.
Nel finale del primo tempo la Spagna ha aumentato la pressione con le iniziative di Oyarzabal e Cucurella. L’Argentina ha inoltre perso Lisandro Martinez per infortunio, sostituito da Otamendi.
Nella ripresa la Roja ha continuato ad attaccare. Baena ha impegnato Emiliano Martinez, poi De la Fuente ha inserito Pedri e Ferran Torres per aumentare qualità e profondità offensiva.
Il portiere argentino è diventato il principale ostacolo della squadra spagnola: ha respinto una conclusione di Dani Olmo, fermato un colpo di testa di Ferran Torres e neutralizzato altre occasioni create da Cubarsí e Laporte.
L’espulsione cambia l’equilibrio
L’Argentina ha continuato a soffrire nella fase offensiva, chiudendo i tempi regolamentari senza riuscire a costruire tiri nello specchio della porta. La svolta è arrivata nel recupero.
Al 93’ Enzo Fernandez, già ammonito, è intervenuto in ritardo su Cubarsí e ha ricevuto il secondo cartellino giallo. L’Albiceleste è rimasta in dieci uomini proprio prima dell’inizio dei supplementari.
Prima del fischio finale dei tempi regolamentari Yamal ha sfiorato il vantaggio con una punizione indirizzata all’incrocio, respinta da Emiliano Martinez.
Nei supplementari la Spagna ha aumentato ancora il ritmo. Al 96’ Nico Williams aveva trovato il gol, ma la rete è stata annullata per un fallo di Merino su Otamendi nell’azione precedente. Poco dopo lo stesso Merino ha sfiorato il vantaggio con un colpo di testa.
Torres decide la finale nei supplementari
Il gol del titolo è arrivato al 106’. Nico Williams ha prolungato di testa un pallone proveniente dalla sinistra e Ferran Torres, libero al centro dell’area, ha controllato e calciato con il sinistro sotto la traversa. Emiliano Martinez non ha potuto intervenire.
L’attaccante del Barcellona ha trovato anche il raddoppio al 113’, ma la rete è stata annullata per fuorigioco.
L’Argentina ha provato comunque a reagire nei minuti finali nonostante l’inferiorità numerica. L’occasione più importante è capitata a Simeone al 122’, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo ha calciato alto da posizione favorevole.
Il triplice fischio ha consegnato alla Spagna il secondo Mondiale della propria storia, sedici anni dopo il successo ottenuto in Sudafrica nel 2010.
Madrid celebra la seconda stella
La nazionale spagnola è rientrata a Madrid accolta da migliaia di tifosi. La giornata dei festeggiamenti è iniziata con gli appuntamenti istituzionali al Palazzo della Zarzuela, dove la squadra è stata ricevuta da Re Felipe VI.
Il sovrano ha elogiato il gruppo guidato da de la Fuente: “Avete dimostrato grinta, resilienza e audacia, coniugando testa e cuore. Ora portate con voi quelle due stelle che brillano così intensamente per tutta la Spagna”.
Successivamente la delegazione si è trasferita alla Moncloa per l’incontro con il premier Pedro Sánchez. Il capo del governo ha ringraziato giocatori e staff tecnico e ha indicato il Mondiale del 2030, che sarà ospitato anche dalla Spagna, come il prossimo obiettivo.
“Voglio ringraziare immensamente lo staff tecnico e i giocatori. Ci siamo divertiti moltissimo. Come diceva Luis Aragonés, le finali non si giocano, si vincono. Due su due, e perché non sognare il tre su tre nel 2030?”, ha dichiarato Sánchez.
Nel pomeriggio Madrid si è trasformata nella città della festa. Migliaia di persone hanno riempito Plaza de Cibeles, luogo simbolo delle celebrazioni sportive spagnole.
La squadra ha attraversato la capitale su autobus scoperti fino alla piazza, dove decine di migliaia di tifosi hanno accolto i nuovi campioni del mondo. Tra musica e cori, Borja Iglesias si è improvvisato dj durante il corteo, alternandosi al microfono con Pedro Porro.
La Spagna ha così aperto un nuovo capitolo della propria storia calcistica, con una generazione guidata dal talento di Lamine Yamal e dal progetto tecnico di Luis de la Fuente. L’Argentina lascia invece New York senza il quarto titolo mondiale, dopo una finale nella quale non è riuscita a replicare il gioco che aveva portato al successo del 2022.
