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Lettura: Vannacci sfida Monti a Cernobbio: “L’Europa deve tornare a valorizzare le nazioni sovrane”
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Vannacci sfida Monti a Cernobbio: “L’Europa deve tornare a valorizzare le nazioni sovrane”

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026 23:56
Enzo Marino
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Roberto Vannacci e Mario Monti
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Roberto Vannacci arriva al Forum Ambrosetti di Cernobbio per confrontarsi con Mario Monti sull’Europa e rivendica una linea fondata sulla sovranità nazionale. Sull’indagine della procura militare risponde: “Mi vede preoccupato? Assolutamente no”.

Contents
  • La linea sull’Unione europea
  • Il nodo dell’immigrazione per le imprese
  • Il riferimento alla crescita dell’AfD

Il leader di Futuro Nazionale partecipa al panel “Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano”, insieme all’ex premier. Il confronto mette a confronto due impostazioni diverse sul futuro dell’Unione: da una parte l’integrazione europea, dall’altra la richiesta di un ruolo più centrale per gli Stati nazionali.

Vannacci ha escluso di sentirsi condizionato dalla presenza di Monti. “Mario Monti non viene in veste di professore, quindi non mi può bocciare. Ci confronteremo e io non avrò alcun problema a esporre quella che è la mia visione”, ha dichiarato. E ha rivendicato che la sua posizione non rappresenterebbe soltanto una scelta personale, ma anche quella degli elettori che lo hanno sostenuto.

L’appuntamento di Cernobbio rappresenta per Vannacci anche un debutto in un ambiente frequentato da esponenti del mondo economico e imprenditoriale. Il leader di Futuro Nazionale ha descritto l’arrivo al Forum come “il primo lancio da un aeroplano”, spiegando che si tratta della sua prima partecipazione a questo contesto.

Alla domanda sul possibile consenso della platea degli imprenditori, Vannacci ha risposto richiamando il tema del rilancio dell’economia italiana. “Io giro sempre col paracadute, quello principale e la riserva”, ha affermato. Poi ha aggiunto di auspicare che il confronto contribuisca al “rilancio economico, imprenditoriale e industriale del Paese”.

La linea sull’Unione europea

Il punto centrale dell’intervento di Vannacci riguarda il modello europeo. Il leader di Futuro Nazionale sostiene un’Unione diversa da quella costruita attraverso un progressivo accentramento delle competenze e delle decisioni.

“Noi vediamo un’Europa diversa, un’Europa che non veda nelle nazioni sovrane un problema ma anzi un talento, un qualcosa da esaltare, una piattaforma di collaborazione e non una cattedra che impartisce direttive e regolamenti”, ha spiegato.

La critica riguarda anche i risultati dell’integrazione europea. Secondo Vannacci, dopo oltre trent’anni il progetto non avrebbe raggiunto gli obiettivi annunciati, a partire dal completamento del mercato unico.

“Peraltro, dopo più di 30 anni di integrazione credo che i risultati non siano proprio eccellenti di questa Europa che vorrebbe tendere verso il mercato unico ma che non lo ha mai realizzato”, ha sostenuto.

Nella sua analisi rientra anche il ruolo internazionale dell’Unione. Vannacci ha sostenuto che l’Europa gli appare “sempre molto più insignificante nel mondo”, almeno per quanto riguarda le relazioni internazionali. La sua proposta punta quindi a una collaborazione tra Stati sovrani, senza trasformare l’Unione in un centro che sostituisce progressivamente le prerogative nazionali.

Il nodo dell’immigrazione per le imprese

A Cernobbio Vannacci ha affrontato anche uno dei temi più sensibili per la platea imprenditoriale: l’utilizzo della manodopera straniera. La sua posizione parte da una distinzione netta tra occupazione e cittadinanza.

“La mia perplessità è che questi migranti diventino parte del popolo italiano. Sono due cose diverse. Il lavoro è una prestazione che viene ricambiata con un salario, non viene ricambiata con la cittadinanza”, ha dichiarato.

Vannacci ha quindi sostenuto che il rapporto di lavoro non debba tradursi automaticamente in un percorso di appartenenza nazionale. “Il lavoro è una prestazione temporanea al termine della quale l’immigrato può tranquillamente ritornare presso il Paese di origine”, ha aggiunto.

Il leader di Futuro Nazionale ha collegato il tema anche alla condizione del mercato del lavoro italiano, concentrandosi in particolare sull’immigrazione irregolare e sul lavoro nero. Secondo la sua analisi, una presenza consistente di lavoratori immigrati, soprattutto clandestini impiegati senza regolare contratto, può produrre effetti sui salari e sui diritti dei lavoratori.

Ha definito questo fenomeno, utilizzando un’espressione di matrice marxiana, “l’esercito industriale di riserva del padrone”, sostenendo che possa “abbassare i salari ed eliminare i diritti dei lavoratori”. Vannacci ha collegato questo effetto anche alla situazione delle imprese italiane e ai livelli salariali.

Il riferimento alla crescita dell’AfD

A sostegno della propria lettura politica, Vannacci ha richiamato la crescita di forze che in Europa condividono, a suo giudizio, posizioni simili su sovranità e immigrazione.

“Questa non è solamente un’opinione mia, è un’opinione di tanti partiti che guarda caso in Europa stanno crescendo”, ha affermato. Il riferimento è andato alla Germania e, in particolare, all’AfD.

Vannacci ha citato le elezioni in Sassonia e i sondaggi che, secondo quanto da lui riferito, attribuivano al partito consensi superiori al 40%, sostenendo che l’AfD avrebbe potuto arrivare a governare il Land.

Il passaggio completa la sua impostazione: la critica all’attuale costruzione europea, la difesa della sovranità nazionale e la posizione sull’immigrazione vengono presentate come parti di una stessa linea politica, che Vannacci intende portare anche davanti a una platea economica come quella riunita a Cernobbio.

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