Hamas sceglie il falco Khalil al-Hayya come nuovo capo, l’ala filoiraniana prende il controllo

La leadership del movimento palestinese passa al fedelissimo di Yahya Sinwar, eletto al secondo turno contro Khaled Meshaal. L’esponente della linea oltranzista assume il comando da Doha tra le tensioni medioorientali.

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Khalil al-Hayya

Khalil al-Hayya assume la guida dell’ufficio politico di Hamas a seguito della votazione del vertice del movimento che lo ha scelto come successore di Yahya Sinwar, ucciso da Israele. La decisione segna la vittoria della corrente intransigente legata all’Iran.

Lo scrutinio e la spaccatura interna

La nomina è maturata al termine di un iter elettorale complesso che ha fatto emergere forti divisioni sulla linea strategica dell’organizzazione. Nel primo turno di consultazioni, l’ex capo dell’ufficio politico Khaled Meshaal ha ottenuto un margine minimo di vantaggio senza tuttavia raggiungere la maggioranza prescritta dalle norme interne. La successiva votazione a maggioranza semplice ha ribaltato l’esito iniziale, decretando l’elezione di al-Hayya.

La competizione tra i due candidati ha evidenziato lo scontro tra la fazione diplomatica rappresentata da Meshaal e l’ala militare e oltranzista capeggiata da al-Hayya. Con la vittoria di quest’ultimo, l’organizzazione conferma l’asse preferenziale con Teheran e la continuità con l’impostazione politica e militare tracciata da Sinwar e da Ismail Haniyeh, quest’ultimo ucciso a Teheran nel luglio 2024.

Dalle origini al vertice negoziale

Nato a Gaza nel 1960 e membro di Hamas fin dalla sua fondazione nel 1987, al-Hayya ha ricoperto per anni la carica di responsabile della leadership del movimento nella Striscia dall’estero. Negli ultimi anni ha trasferito la propria residenza a Doha, in Qatar, assumendo il ruolo di principale referente per le relazioni con i governi arabi e islamici.

Nonostante l’appartenenza all’ala più radicale emersa dopo l’attacco dell’ottobre 2023, il neo-leader ha guidato le delegazioni di Hamas durante i complessi colloqui indiretti con Israele per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In precedenza, al-Hayya aveva coordinato i negoziati diplomatici che condussero alla tregua al termine del conflitto del 2014.

I raid e la repressione israeliana

L’ascesa di al-Hayya ai vertici dell’organizzazione avviene dopo una lunga serie di tentativi di eliminazione da parte delle forze di sicurezza israeliane. Nel 2014, un attacco aereo contro la sua abitazione a Gaza provocò la morte del figlio maggiore Osama, della nuora e di tre nipoti.

Nel settembre scorso, al-Hayya è sopravvissuto a un ulteriore raid mirato compiuto dall’aviazione israeliana contro un vertice dei quadri dirigenti di Hamas organizzato a Doha. La sua nomina lascia aperti gli interrogativi sull’assetto futuro delle trattative per il rilascio degli ostaggi e sulle garanzie di sicurezza per la nuova dirigenza residente all’estero. Non sono ancora stati resi noti i dettagli relativi alla composizione del nuovo comitato esecutivo che affiancherà il leader.