Legge elettorale e voto anticipato, il Quirinale fissa i paletti costituzionali di fine legislatura. E Mattarella compie 85 anni
Nel giorno del compleanno presidenziale la maggioranza blinda a Montecitorio il testo proporzionale con premio al 42%, mentre si riapre il dibattito sulla scadenza della legislatura e sui poteri di rinvio del Colle.
Sergio Mattarella compie oggi 85 anni nella riservatezza della Tenuta di Castelporziano prima di rientrare al Quirinale, dove lo attende un’agenda istituzionale dominata dall’iter della nuova legge elettorale e dall’orizzonte temporale della legislatura. Il capo dello Stato, nato a Palermo il 23 luglio 1941 ed eletto per la prima volta il 31 gennaio 2015, incrocia il traguardo anagrafico nel pieno del suo dodicesimo anno sul Colle, dopo la riconferma del 3 febbraio 2022. Sul suo tavolo convergeranno nelle prossime settimane i dossier più delicati della politica nazionale, a partire dal testo di riforma approvato alla Camera il 16 luglio 2026 con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti.
Il passaggio parlamentare a Montecitorio

Il provvedimento superato a Montecitorio, nato dal via libera in Commissione Affari costituzionali il 24 giugno 2026, si appresta ora all’esame del Senato. L’impianto supera i collegi uninominali del Rosatellum — la legge 3 novembre 2017, n. 165 — per introdurre un sistema proporzionale con premio di maggioranza fisso: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione capace di raggiungere il 42% dei voti, entro un tetto massimo rispettivamente di 220 deputati e 113 senatori. La proposta conferma le soglie di sbarramento al 10% per le coalizioni e al 3% per le liste singole, inserendo correttivi sul voto estero e sul coordinamento tra le Assemblee per scongiurare maggioranze difformi.
Le forze di maggioranza difendono la riforma come un tassello indispensabile per garantire stabilita di governo e governabilità al Paese. Di contro, i gruppi di opposizione denunciano una forzatura progettata per blindare l’attuale vantaggio competitivo del centrodestra. La disputa politica incrocia rilievi di ordine costituzionale sollevati dagli uffici parlamentari su punti sensibili: l’impatto del premio al 42%, la sorte delle preferenze per le liste sotto soglia collegate a una coalizione e l’indicazione formale del leader, fattore che interferisce con le prerogative presidenziali di nomina del Presidente del Consiglio.
Il controllo di costituzionalita presidenziale
Su questo terreno si innesta la funzione di garanzia del Quirinale. L’articolo 73 della Costituzione impone la promulgazione delle leggi entro un mese dall’approvazione, ma l’articolo 74 attribuisce al Presidente la facolta di rinviare il testo alle Camere con messaggio motivato prima della firma. L’eventuale esercizio del rinvio presidenziale non sostituisce la giurisprudenza della Corte costituzionale, ma costituisce un vaglio preventivo sulla ragionevolezza del premio, sulla tutela della rappresentanza e sulla salvaguardia delle facoltà attribuite al capo dello Stato nella formazione dell’esecutivo.
Accanto alle regole del voto resta aperto il nodo del calendario della XIX legislatura, insediatasi il 13 ottobre 2022. Se la scadenza naturale quinquennale fissata dall’articolo 60 della Carta porta all’autunno 2027, all’interno di Fratelli d’Italia e della maggioranza si valutano opzioni alternative. La finestra di primavera 2027 — con ipotesi ufficiose orientate su aprile — eviterebbe la sovrapposizione tra campagna elettorale estiva, sessione di bilancio e tornate amministrative. L’articolo 88 della Costituzione assegna tuttavia lo scioglimento anticipato alla decisione esclusiva del capo dello Stato, sentiti i Presidenti dei rami del Parlamento.
I paletti fissati sul futuro delle Camere
La dottrina seguita da Mattarella nega che l’interruzione della consiliatura possa trasformarsi in uno strumento gestito per convenienza tattica. Già nel 2022 il Presidente ha definito lo scioglimento anticipato come una scelta estrema, da adottare soltanto di fronte all’impossibilità di formare una maggioranza e salvaguardando gli adempimenti finanziari dello Stato. Senza una crisi formale, il percorso ordinario verso la conclusione fisiologica del mandato resta l’opzione di riferimento per la Presidenza della Repubblica.
Un segnale sulla postura delle Istituzioni si attende venerdì 24 luglio 2026 al Quirinale, in occasione della cerimonia del Ventaglio con l’Associazione Stampa Parlamentare. L’appuntamento fornira al capo dello Stato la sede per tracciare le coordinate sul rispetto delle regole costituzionali e sulla qualità del dibattito pubblico.
