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Putin sospende per tre giorni i raid su Kiev mentre gli emissari di Trump trattano a Mosca

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026 23:55
Giuseppe Novelli
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Vladimir Putin
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La pausa scatterà dalla mezzanotte e coinciderà con la missione di Steve Witkoff e Jared Kushner nella capitale ucraina. Zelensky annuncia uno stop agli attacchi contro Mosca fino a lunedì, mentre Mosca invita alla cautela sulle prospettive di pace.

Contents
  • La pausa coincide con la missione americana
  • Zelensky prepara il confronto con Washington
  • Putin: la situazione resta difficile
  • Trump attende una proposta concreta
  • Crosetto: un passo verso la pace

Vladimir Putin ha ordinato la sospensione per tre giorni dei raid aerei russi su Kiev, proprio mentre gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner si preparano a raggiungere la capitale ucraina. La decisione, annunciata dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, è stata collegata direttamente alla preparazione e allo svolgimento dei contatti con la delegazione statunitense.

La tregua russa partirà dalla mezzanotte e rappresenta, nelle parole del Cremlino, una pausa legata al nuovo canale negoziale aperto dagli Stati Uniti. Kiev ha annunciato una misura parallela: Zelensky ha comunicato che l’Ucraina è pronta ad astenersi dagli attacchi contro Mosca fino a lunedì, chiedendo che la stessa condizione venga rispettata dalle forze russe nei confronti di Kiev.

La pausa coincide con la missione americana

Il tempismo della decisione russa è il dato centrale della giornata. I tre giorni di sospensione dei raid coincidono infatti con una fase nella quale Washington sta cercando di tenere aperto il negoziato tra le parti. Witkoff e Kushner sono arrivati a Mosca e hanno incontrato Putin al Cremlino, prima della missione prevista a Kiev.

Il Cremlino, però, evita di attribuire alla tregua un significato che vada oltre la sospensione temporanea delle operazioni aeree. Peskov ha respinto le anticipazioni su eventuali nuove proposte per risolvere il conflitto e ha invitato ad attendere l’esito degli incontri. “Aspettiamo e vediamo. Non vorrei annunciare o discutere nulla di tutto ciò senza avere qualcosa di concreto”, ha dichiarato.

La stessa linea è stata ribadita quando il portavoce del Cremlino ha affrontato le dichiarazioni di Donald Trump. Peskov ha chiarito che non si parla ancora di nuove idee per risolvere la guerra e che una sospensione di tre giorni non può essere confusa con la fine del conflitto.

A Kiev, intanto, i media avevano già riferito di un cessate il fuoco dichiarato dalle forze armate ucraine e valido dalla mezzanotte del 5 settembre all’8 settembre. La decisione annunciata da Putin si inserisce quindi in una finestra temporale nella quale entrambi gli schieramenti hanno previsto una riduzione delle azioni offensive.

Zelensky prepara il confronto con Washington

Zelensky ha confermato che la missione americana a Kiev è stata organizzata e che il programma degli incontri è stato approvato. Il presidente ucraino ha dichiarato di attendere Witkoff e Kushner e di essere pronto a un confronto costruttivo.

La risposta di Kiev contiene anche un elemento militare preciso. Zelensky ha scritto che, dal momento della conversazione con gli inviati americani, l’Ucraina è pronta a osservare un cessate il fuoco nei raid aerei contro le città coinvolte nel processo negoziale. La finestra indicata arriva fino a lunedì e prevede che Mosca faccia altrettanto nei confronti di Kiev.

Il presidente ucraino ha però mantenuto distinto il piano diplomatico da quello militare. Ha riferito di aver ricevuto aggiornamenti dal ministro della Difesa Yevhenii Khmara e dal comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi sulla situazione al fronte, sull’evoluzione delle minacce nello spazio aereo e sulle operazioni difensive in corso.

La linea indicata da Zelensky è quindi quella di utilizzare la pausa per il confronto diplomatico senza interrompere la preparazione militare. “Sul fronte diplomatico, le nostre azioni devono essere, e saranno, altrettanto forti ed efficaci”, ha scritto, confermando che Kiev considera la missione americana un passaggio rilevante.

Putin: la situazione resta difficile

Il presidente russo ha incontrato Witkoff e Kushner al Cremlino e ha riconosciuto apertamente le difficoltà del negoziato. “La situazione è, ovviamente, difficile e dovremo affrontarla oggi”, ha affermato Putin accogliendo gli emissari americani con una stretta di mano.

L’incontro si è svolto nell’ufficio cerimoniale del Palazzo del Senato del Cremlino. Putin ha chiesto agli interlocutori americani di trasmettere a Trump i suoi migliori auguri e ringraziamenti, un passaggio che conferma il ruolo diretto assunto dall’amministrazione americana nel tentativo di riaprire una trattativa.

Il presidente russo ha inoltre insistito sulla necessità di proseguire il rafforzamento della Russia, nonostante le pressioni esterne. In un incontro con i cinque massimi esponenti di Russia Unita, Putin ha affermato che il Paese deve continuare a seguire la strada indicata dalla Costituzione.

Il messaggio politico interno accompagna dunque quello diplomatico. Mosca accetta la pausa nei raid e mantiene il canale con Washington, ma non presenta la sospensione come una modifica generale della propria posizione sulla guerra. La tregua resta circoscritta alla finestra temporale indicata dal Cremlino.

Trump attende una proposta concreta

Il presidente americano aveva indicato alla vigilia un obiettivo preciso per i suoi rappresentanti: presentare ai negoziatori russi una proposta concreta per risolvere la crisi. Il passaggio è rilevante perché collega la sospensione temporanea dei raid alla ricerca di un risultato sul piano politico, anche se il Cremlino non ha confermato l’esistenza di un accordo complessivo.

Peskov ha scelto infatti una formula prudente. Il Cremlino non vuole discutere in anticipo di nuove soluzioni senza elementi concreti e considera necessario attendere l’esito degli incontri tra Putin e gli emissari americani.

La sequenza degli eventi segna comunque una novità sul terreno diplomatico: per tre giorni la capitale ucraina dovrebbe essere esclusa dai raid aerei russi, mentre Kiev ha annunciato una sospensione degli attacchi contro Mosca. Il punto di contatto tra le due decisioni è rappresentato dalla missione americana e dalla prospettiva di nuovi colloqui.

Crosetto: un passo verso la pace

La decisione di Putin è stata accolta positivamente dal ministro della Difesa Guido Crosetto. In un messaggio pubblicato su X, Crosetto ha riconosciuto il valore della pausa ma ha precisato che tre giorni di tregua non equivalgono alla conclusione della guerra.

“Una tregua di tre giorni non è la fine del conflitto ma un piccolo passo per chi spera nella pace”, ha scritto il ministro, aggiungendo: “Oggi è un bel giorno per chi lavora per la fine della guerra. Bene. Avanti così”.

Il limite della decisione resta quindi quello indicato dallo stesso Cremlino: la pausa è temporanea e legata allo svolgimento dei contatti. Il passaggio decisivo sarà capire se la finestra diplomatica aperta dagli inviati americani produrrà una proposta concreta e se la sospensione degli attacchi potrà trasformarsi in un’intesa più ampia.

Per ora, il calendario è definito: tre giorni di stop ai raid russi su Kiev, una parallela sospensione ucraina degli attacchi contro Mosca fino a lunedì e gli emissari di Trump impegnati nei colloqui con le due parti. La guerra non è finita, ma per la prima volta in questa fase la pausa militare e il negoziato diplomatico procedono nella stessa finestra temporale.

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