“Un pericolo silenzioso in casa”: l’allerta del Bambino Gesù sulle batterie ingoiate dai bambini
Il Bambino Gesù di Roma ha registrato sette casi di ingestione accidentale di batterie a bottone nei primi sette mesi del 2026, contro i due dell’intero 2025. Sei dei bambini sono stati ricoverati tra maggio e luglio con gravi lesioni dell’esofago; alcuni hanno avuto bisogno della terapia intensiva e tutti hanno richiesto cure multispecialistiche. I pazienti sono arrivati anche da altre regioni.
Il dato porta l’attenzione su un incidente domestico che riguarda soprattutto i bambini piccoli. Le batterie a bottone rappresentano infatti solo una parte delle ingestione di corpi estranei, ma sono responsabili di circa un intervento urgente su tre, secondo i dati richiamati dagli specialisti del Bambino Gesù. La loro pericolosità dipende dalla rapidità con cui possono danneggiare l’esofago quando rimangono incastrate.
Il danno può evolvere rapidamente
Quando una batteria resta bloccata nell’esofago, il contatto con i tessuti innesca una reazione che provoca una rapida ustione della parete esofagea. La lesione può poi estendersi ai tessuti circostanti e determinare emorragie anche a distanza di giorni o settimane dalla rimozione della batteria.
L’ostacolo principale è che l’ingestione spesso non viene osservata da un adulto. Il bambino può inizialmente non avere sintomi oppure manifestare disturbi poco specifici. Tra i segnali indicati dagli specialisti ci sono difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, vomito, tosse improvvisa, alterazione della voce e dolore al torace o all’addome.
Per questo la tempestività dell’intervento è decisiva. Una batteria che rimane nell’esofago può produrre danni in tempi rapidi, mentre l’assenza di un testimone dell’ingestione può ritardare il riconoscimento dell’emergenza.
I dispositivi più esposti nelle case
Il rischio non riguarda soltanto l’abitazione abituale. L’attenzione deve estendersi alle case dei nonni e degli zii e agli alloggi utilizzati durante le vacanze, dove telecomandi e altri dispositivi possono essere lasciati alla portata dei bambini.
Tra gli oggetti indicati dal Bambino Gesù ci sono telecomandi, chiavi elettroniche delle automobili, bilance, termometri, orologi, calcolatrici, apparecchi acustici, giocattoli, luci decorative e libri o biglietti musicali. In tutti questi casi il controllo dei vani delle batterie costituisce una misura preventiva essenziale.
Gli specialisti raccomandano in particolare di verificare che gli alloggiamenti siano fissati con una vite oppure che per aprirli sia necessario utilizzare un attrezzo. La protezione fisica del vano riduce la possibilità che un bambino possa raggiungere direttamente la batteria.
L’indicazione degli specialisti
Filippo Torroni, responsabile dell’Alta Specializzazione “Endoscopia digestiva d’urgenza” dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia e Nutrizione del Bambino Gesù, invita a tenere lontani dai bambini i dispositivi alimentati dalle batterie a bottone.
In caso di sospetta ingestione, l’indicazione è di portare immediatamente il bambino al pronto soccorso. Torroni richiama inoltre l’uso del miele come possibile barriera temporanea fino all’arrivo in ospedale, nell’ambito dell’intervento immediato indicato dagli specialisti.
Il dato dei primi sette mesi del 2026 rende il fenomeno ancora più rilevante: i sette casi registrati dal Bambino Gesù hanno già superato il bilancio dell’intero anno precedente. La concentrazione di sei ricoveri tra maggio e luglio aggiunge un elemento di attenzione sul quale l’ospedale richiama ora la vigilanza delle famiglie.
