Vitiligine, la nuova campagna punta su informazione corretta e diritti dei pazienti

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L’esordio della vitiligine, malattia infiammatoria cronica che provoca chiazze depigmentate per la perdita dei melanociti, interessa in Italia circa 350.000 persone. In vista della Giornata mondiale del 25 giugno, Apiafco lancia una campagna informativa per contrastare pregiudizi e disinformazione, con un programma di attività digitali e un webinar dedicato alle nuove terapie. L’associazione sollecita inoltre un riconoscimento pieno della patologia nei percorsi regionali di cura, richiamando le iniziative già avviate in alcune regioni.

Informazione scientifica e contrasto ai pregiudizi

La vitiligine non è contagiosa e non è riconducibile a un semplice problema estetico. È una patologia cronica caratterizzata dalla perdita dei melanociti, con esordio frequente tra i 20 e i 30 anni ma con una quota significativa di casi pediatrici. L’impatto psicologico è rilevante, come ricorda Apiafco, che sottolinea la difficoltà nel “spostare il dibattito dalla dimensione estetica a quella della cronicità”.

La campagna “Pensavo che” nasce per correggere convinzioni errate e orientare i pazienti verso fonti qualificate. Dal 22 giugno, sui canali social dell’associazione, è possibile porre domande e ricevere risposte da specialisti, con l’obiettivo di fornire informazioni validate e accessibili.

Che cos’è?

È una malattia cronica e autoimmune della pelle in cui il sistema immunitario attacca i melanociti (le cellule che producono melanina), causando la comparsa di chiazze bianche depigmentate.

In pillole

  • Diffusione: Colpisce lo 0,5-2% della popolazione mondiale.
  • Chi colpisce: Indistintamente uomini, donne e tutte le etnie.
  • Contagio: ASSOLUTAMENTE NO. Non è infettiva né contagiosa.

I sintomi principali

  • Chiazze acromiche: Macchie bianco-latte dai margini netti, tipiche su viso (contorno occhi/bocca), mani, piedi e pieghe cutanee.
  • Leucotrichia: Scolorimento precoce di capelli, barba, ciglia o sopracciglia nelle zone interessate.
  • Andamento: Imprevedibile; può rimanere stabile per anni o espandersi rapidamente.

Le tipologie

  1. Non segmentale: La più comune. Macchie simmetriche e bilaterali.
  2. Segmentale: Più rara, confinata a un solo lato del corpo. Tende a stabilizzarsi in fretta.
  3. Universale: Rarissima, comporta la depigmentazione di quasi tutto il corpo.

Cause e fattori scatenanti (Trigger)

L’origine è multifattoriale (genetica + autoimmunità). La comparsa o il peggioramento possono essere innescati da:
  • Forti stress psicologici o traumi emotivi.
  • Traumi fisici cutanei (scottature, ferite, attrito): noto come Fenomeno di Koebner.
  • Altre patologie autoimmuni (es. Tiroidite di Hashimoto, Diabete tipo 1, Alopecia areata).

Le terapie

Oggi non esiste una cura definitiva per eradicarla, ma la scienza offre ottime armi per bloccarla e favorire la ripigmentazione:
  • Topici: Creme cortisoniche o inibitori della calcineurina per sfiammare.
  • Fototerapia: Raggi UVB a banda stretta per “risvegliare” i melanociti.
  • La frontiera biologica: Nuove creme con inibitori di JAK, approvate di recente per una ripigmentazione mirata.
  • Regola d’oro: SPF 50+ sempre. Le chiazze, prive di melanina, sono indifese contro i raggi UV e ad altissimo rischio di gravi scottature.