Palermo, il nido pronto ma ancora chiuso: dopo quasi 50 anni l’apertura slitta al 2027

asilo

Il Comune di Palermo si prepara a completare entro il 31 agosto i lavori del nuovo asilo nido dello Sperone, ma la struttura finanziata con il PNRR rischia di restare inutilizzata ancora per oltre un anno. Il cantiere è praticamente concluso: mancano la recinzione esterna e gli arredi interni. Poi serviranno i collaudi di sicurezza, l’organizzazione del servizio e l’assunzione del personale. Per l’amministrazione l’apertura difficilmente potrà arrivare prima della fine del 2027.

Nel quartiere, però, l’attesa viene considerata troppo lunga. Residenti e associazioni hanno organizzato una fiaccolata per chiedere al Comune di accelerare l’iter. La struttura è stata progettata per accogliere 30 bambini e sorge in una zona nella quale vivono circa 3 mila bambini con meno di tre anni che potrebbero usufruire del servizio.

La protesta per un servizio già costruito

Antonella Di Bartolo, dirigente dell’istituto comprensivo Sperone-Pertini, da anni impegnata nella riqualificazione del quartiere, contesta soprattutto il rischio che un edificio completato rimanga chiuso. “È inaccettabile che allo Sperone, dove mancano molti servizi, uno spazio completato non venga utilizzato”, ha dichiarato. “Se le strutture per il quartiere restano chiuse, l’unica alternativa è la strada”.

La questione non riguarda soltanto i tempi di un’opera pubblica. In una delle periferie più problematiche di Palermo, la presenza dei servizi educativi viene considerata uno degli strumenti attraverso i quali rafforzare la presenza delle istituzioni. La scuola, in particolare, rappresenta un presidio nel contrasto alla criminalità organizzata e alla marginalità sociale.

Per questo l’ipotesi di attendere fino alla fine del 2027 appare ai residenti come un ulteriore rinvio. Monica Garraffa, dell’associazione di volontariato “L’arte di crescere”, sostiene che il regolamento comunale consentirebbe di raccogliere le domande di iscrizione da settembre a dicembre, con l’obiettivo di avviare il servizio già a gennaio.

Una storia cominciata nel 1977

La vicenda dell’edificio affonda le radici quasi mezzo secolo fa. Nel 1977 il Comune di Palermo prese possesso dell’area destinata all’asilo e avviò un primo progetto, ma i lavori di ristrutturazione necessari non furono realizzati. La struttura rimase incustodita, venne danneggiata e occupata e si trasformò in un luogo utilizzato per lo spaccio.

Nel 2014 l’edificio fu colpito da un incendio. Cinque anni dopo venne demolito perché dichiarato irrecuperabile. Proprio nel 2019 fu elaborato il progetto per il nuovo nido, attraverso una collaborazione tra l’Ordine degli architetti di Palermo, il Comune e l’istituto Sperone-Pertini.

Il nuovo intervento ha quindi alle spalle una successione di abbandono, degrado e tentativi di recupero che attraversa quasi cinquant’anni. La struttura finanziata dal PNRR rappresenta il passaggio più recente di questa storia, ma il problema ora è trasformare un’opera edilizia quasi conclusa in un servizio effettivamente funzionante.

Il cantiere ostacolato da furti e intimidazioni

I lavori sono cominciati nell’agosto 2024, ma dopo pochi mesi il cantiere si è fermato. Secondo quanto riferito, l’impresa ha dovuto fare i conti con sabotaggi, furti di materiali, danneggiamenti e tentativi di estorsione. Le condizioni di sicurezza hanno avuto conseguenze anche sul personale: diversi operai si sono licenziati perché non ritenevano possibile continuare a lavorare in quelle condizioni.

La situazione si è sbloccata dopo il rafforzamento del presidio assicurato dal Comune e dalla Prefettura a tutela dei lavoratori. Il cantiere ha potuto riprendere e l’opera è arrivata alla fase conclusiva.

La sequenza dei fatti spiega anche una parte dei ritardi accumulati, ma non risolve il problema successivo: una volta terminati i lavori, il nido dovrà superare i collaudi, essere dotato degli arredi e delle misure di sicurezza necessarie e disporre del personale prima di poter accogliere i bambini.

Il Comune punta a completare entro agosto

L’assessore all’Edilizia scolastica del Comune di Palermo, Aristide Tamajo, ha precisato che l’impresa ha tempo fino al 31 agosto per ultimare i lavori. L’amministrazione sta inoltre provvedendo alla recinzione esterna e agli arredi interni.

Il calendario amministrativo, però, non coincide necessariamente con quello dell’apertura. Una volta consegnata la struttura bisognerà completare le verifiche di sicurezza, organizzare il servizio e assicurare il personale. Da qui la previsione del Comune di uno slittamento fino alla fine del 2027.

L’associazione “L’arte di crescere” propone invece di utilizzare i mesi successivi alla conclusione dei lavori per raccogliere le iscrizioni, facendo leva sulle finestre previste dal regolamento comunale. L’obiettivo indicato è arrivare all’apertura a gennaio, accorciando in modo significativo il periodo nel quale l’edificio resterebbe inutilizzato.

La vigilanza gratuita contro nuovi danni

Sul fronte della sicurezza si è mosso anche un soggetto privato. Sicurtrasport si è messa a disposizione del Comune per presidiare gratuitamente la struttura attraverso propri dipendenti, almeno nella fase di transizione verso l’entrata in funzione delle altre misure predisposte dall’amministrazione insieme alla polizia municipale.

Il timore è che un edificio vuoto, soprattutto dopo la storia dell’area, possa diventare nuovamente vulnerabile a danneggiamenti, furti o occupazioni. Il presidio dovrebbe evitare che il nido appena costruito ripeta la parabola dell’edificio precedente, rimasto per anni senza una funzione e progressivamente degradato.

La questione, dunque, si concentra ora sulla distanza tra la fine del cantiere e l’avvio del servizio. Da una parte c’è un’opera destinata a 30 bambini che il Comune conta di completare entro agosto; dall’altra una procedura che, secondo le stime dell’amministrazione, potrebbe rinviare l’apertura alla fine del 2027. Nel mezzo ci sono le richieste del quartiere, che chiede di utilizzare quanto prima una struttura pensata per rispondere a una domanda educativa già presente.