Legge elettorale, Meloni torna al tavolo: la maggioranza cerca un nuovo accordo

Il confronto interno riguarda la formulazione della norma anti-frammentazione e l’alternanza di genere, mentre alla Camera resta sullo sfondo l’ipotesi del voto segreto.

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Giorgia Meloni

La maggioranza potrebbe rimettere mano all’intesa sulla legge elettorale prima della presentazione degli emendamenti in commissione al Senato, fissata attualmente per il primo settembre. Nei prossimi giorni, secondo quanto si apprende, i rappresentanti dei partiti del centrodestra potrebbero tornare a incontrarsi, in presenza oppure in videocall, per definire i punti ancora controversi.

Il punto fermo dell’accordo resta l’introduzione delle preferenze, soluzione fortemente voluta da Giorgia Meloni, con la previsione di capilista bloccati. Attorno a questo impianto, tuttavia, rimangono due questioni sulle quali la maggioranza sta valutando possibili correzioni prima dell’approdo parlamentare.

Il nodo della soglia del 3%

La prima questione riguarda la cosiddetta norma anti-frammentazione. La disposizione stabilisce che i voti ottenuti dalle liste collegate all’interno di una coalizione che non raggiungono il 3% non concorrano al calcolo della cifra elettorale nazionale della coalizione.

La regola prevede una sola eccezione, quella del “miglior perdente”. Proprio sulla formulazione della norma si sta concentrando una riflessione sulla sua tenuta costituzionale, uno dei passaggi che potrebbero determinare eventuali modifiche all’intesa raggiunta prima della pausa estiva.

Il tema non è soltanto tecnico. La disciplina dei voti delle liste sotto soglia incide infatti sul meccanismo attraverso il quale vengono determinati i risultati delle coalizioni e rende la definizione della norma uno dei passaggi più sensibili dell’intero impianto elettorale.

La questione della rappresentanza di genere

L’altro dossier riguarda l’alternanza di genere nei capilista. L’accordo attualmente prevede che il principio venga applicato dal secondo posto in poi, lasciando quindi escluso il primo nome della lista.

Questa impostazione ha già suscitato il disappunto di diverse deputate, che considerano la norma penalizzante per la rappresentanza femminile. Il confronto interno al centrodestra riguarda quindi anche la possibilità di intervenire su questo punto prima che il testo venga sottoposto ai successivi passaggi parlamentari.

La questione assume un peso ulteriore in vista del secondo passaggio alla Camera. In quella fase potrebbe essere chiesto il voto segreto e, secondo le valutazioni in corso, un fronte trasversale di parlamentari contrario alla norma potrebbe risultare decisivo per l’esito della votazione.

Il calendario rende dunque imminente il confronto. L’appuntamento del primo settembre per la presentazione degli emendamenti costituisce il primo termine politico e parlamentare entro il quale la maggioranza dovrà chiarire se confermare integralmente l’accordo estivo oppure intervenire sui due punti ancora aperti.