Bankitalia: pagamenti digitali raddoppiati dal 2018, superati i 16 miliardi di operazioni
Le transazioni con carta al POS sono salite da 6 a oltre 10 miliardi tra 2022 e 2025, con una crescita media annua del 15,7%, mentre i prelievi di contante continuano a calare in tutto il Paese.
Il numero complessivo di operazioni con strumenti di pagamento alternativi al contante ha superato i 16 miliardi nel 2025, più che raddoppiando rispetto al 2018. Lo certifica Banca d’Italia, che attribuisce l’espansione soprattutto alla diffusione delle carte di debito e prepagate e alla progressiva marginalizzazione dello sportello bancario.
La spinta delle carte al POS
Tra il 2022 e il 2025 il numero di operazioni con carta al POS è salito da circa 6 a oltre 10 miliardi, con un tasso medio annuo di crescita del 15,7%. L’incremento più marcato riguarda le carte di debito, al 17,1% annuo, e le carte prepagate, al 15,1%, mentre le carte di credito si fermano al 9,1%. Nel 2025 le operazioni con carta rappresentano circa il 75% del totale dei pagamenti non in contante, contro il 63% del 2018.
La composizione delle operazioni al POS vede le carte di debito al 71,2% del totale, seguite dalle prepagate al 17,4% e dalle carte di credito all’11,6%. Il quadro riflette una preferenza consolidata per strumenti a saldo immediato o precaricato rispetto al credito revolving.
L’e-commerce accelera più del fisico
I pagamenti con carta da remoto, tipici dell’e-commerce, sono passati da circa 1,7 miliardi di operazioni nel 2022 a oltre 2,7 miliardi nel 2025, con un tasso medio annuo del 15,9%. Queste transazioni rappresentano ora il 21,7% del totale delle operazioni con carta. La crescita più sostenuta appartiene alle carte di debito utilizzate online, con un tasso medio annuo superiore al 33%, che nel 2025 pesano per il 31% delle operazioni da remoto della categoria, contro il 42% delle prepagate e il 27% delle carte di credito.
Nel 2025 la quota di pagamenti al POS in modalità contactless ha raggiunto l’88%, riducendo a un caso residuale l’inserimento fisico della carta nel terminale. I pagamenti effettuati tramite smartphone o tablet costituiscono invece il 24% delle transazioni nei punti vendita fisici, un dato che segnala l’adozione crescente dei wallet digitali accanto alle carte plastiche tradizionali.
Il divario resta tra le regioni
La crescita non ha eliminato le distanze territoriali. Nel 2025 il numero di operazioni pro capite con carte al POS si attesta a 194 nel Centro, trainato dal Lazio, a 179 nel Nord Ovest e a 172 nel Nord Est, contro le 124 registrate nel Mezzogiorno. Il Sud ha comunque accelerato più delle altre aree: tra il 2022 e il 2025 le operazioni pro capite nell’area sono cresciute di circa il 55%, un ritmo superiore a quello del resto del Paese, senza però colmare il divario assoluto.
Oltre l’85% dei bonifici nel 2025 risulta disposto attraverso canali digitali, dal mobile banking ad altri servizi telematici. Il ricorso allo sportello bancario, compresa la disposizione tramite ATM fisico, è ormai residuale e in riduzione costante. Banca d’Italia non ha reso noto il dettaglio regionale su questo specifico indicatore.
L’eredità della pandemia
Banca d’Italia individua nell’emergenza sanitaria uno spartiacque. Il processo di digitalizzazione, spiega l’istituto, “si è intensificato a fronte delle misure restrittive alla mobilità delle persone e alle attività produttive e commerciali adottate per contenere il contagio, che hanno inciso sulle modalità di consumo e di pagamento e sulle interazioni tra gli agenti economici”. Negli anni successivi gli indicatori non sono tornati ai livelli pre-Covid, ma si sono consolidati su valori più alti, segnalando per l’istituto centrale “un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento”.
Il contante, precisa comunque Banca d’Italia sulla base degli ultimi dati disponibili, resta ancora lo strumento più utilizzato al punto vendita, un’indicazione che ridimensiona la portata della transizione digitale pur confermandone la direzione.
Il contante arretra ma non sparisce
Tra il 2018 e il 2025 il numero di prelievi di contante si è ridotto da circa 1,4 a poco più di 1,2 miliardi di operazioni, con una contrazione media annua del 3%. Il calo si è concentrato nel 2020, quando i prelievi sono scesi a circa 1,1 miliardi in corrispondenza delle chiusure pandemiche, per poi stabilizzarsi su livelli inferiori rispetto al periodo precedente senza più risalire ai valori originari.
