Violazione privacy minori, patteggiamento record per Meta: 17,6 miliardi a 48 stati Usa
L’azienda ha profitti trimestrali di 15,8 miliardi di dollari e pagherà la cifra in dieci anni. Il colosso impiegherà l’equivalente di tre mesi di profitti per coprire i 17,6 miliardi di dollari che ha accettato di versare a 48 stati americani,
Mark Zuckerberg
Meta ha accettato di pagare 17,6 miliardi di dollari a 48 stati degli Stati Uniti per chiudere il processo in cui era accusata di aver progettato Instagram e Facebook in modo da creare dipendenza negli utenti e di aver violato la privacy dei minorenni. È il più grande patteggiamento mai versato da un’azienda tecnologica per un singolo processo.
L’accordo non comporta alcuna ammissione di colpevolezza da parte dell’azienda. La cifra iniziale richiesta dai procuratori che avevano avviato la causa era di 200 miliardi di dollari, più di dieci volte quella concordata.
Il precedente del New Mexico
A inizio agosto un tribunale del New Mexico aveva condannato Meta in primo grado per le stesse accuse, in un procedimento separato. L’azienda ha fatto appello contro quella sentenza. Una condanna con lo stesso esito nel processo che coinvolgeva quasi tutti gli stati americani avrebbe rappresentato un precedente molto più problematico per Meta, sia sul piano legale sia su quello reputazionale.
Le accuse di Uthmeier
James Uthmeier, procuratore generale della Florida, ha respinto l’accordo. Lo ha definito “noccioline” per un’azienda che fattura centinaia di miliardi di dollari.
Uthmeier ha aggiunto che Meta finirà per pagare “più in avvocati che agli stati” e ha annunciato che porterà avanti la causa separatamente per la Florida, senza aderire al patteggiamento raggiunto dagli altri 47 stati.
Un conto contenuto rispetto agli utili
Il valore complessivo di Meta in borsa supera i 1.400 miliardi di dollari: il patteggiamento da 17,6 miliardi corrisponde a poco più dell’1 per cento di questa cifra. Il paragone dà un’idea approssimativa della proporzione, ma resta improprio, perché la capitalizzazione di borsa non equivale al denaro che l’azienda ha effettivamente a disposizione.
Un confronto più calzante riguarda i profitti, cioè la differenza fra ricavi e costi, che rappresentano le risorse liquide reali dell’azienda. Nel solo ultimo trimestre Meta ha registrato profitti per 15,8 miliardi di dollari, e nell’intero 2025 per 60,46 miliardi. Bastano quindi tre mesi di utili per coprire l’intera cifra del patteggiamento.
Le altre voci di spesa recenti
Meta ha dichiarato di aver speso 2 miliardi di dollari solo fra aprile e giugno per difendersi nelle numerose cause legali in cui è coinvolta. Nel 2025 aveva inoltre versato 14,3 miliardi di dollari per acquisire meno della metà delle azioni di Scale AI, azienda specializzata nello sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale.
Quell’operazione aveva un obiettivo preciso: convincere Alexandr Wang, allora 29enne amministratore delegato di Scale AI, a lasciare il proprio ruolo per guidare il Superintelligence Labs, la divisione di intelligenza artificiale fondata da Meta nello stesso anno.
Le conseguenze sui dividendi
La cifra concordata peserà comunque sui conti dell’azienda. È probabile che porti a una riduzione, almeno temporanea, dei dividendi distribuiti agli azionisti. Meta ha però stabilito di pagare il patteggiamento nell’arco di dieci anni, diluendo così l’impatto finanziario complessivo sul lungo periodo.
Non sono ancora stati resi noti i dettagli sulle modalità con cui i singoli stati destineranno le somme ricevute, né sull’esito che potrà avere la causa separata avviata dalla Florida.
