L’Italia proroga lo stop a Schengen con la Spagna per altri 15 giorni, resta aperto il caso Ceuta
Roma mantiene i controlli alla frontiera: il governo segnala criticità ancora presenti e indica le iniziative avviate da Madrid e dall’Ue come possibile via alla normalizzazione.
Alta tensione tra i migranti a Ceuta
L’Italia ha prorogato di altri 15 giorni la sospensione dell’accordo di libera circolazione con la Spagna, misura introdotta il primo agosto dopo la crisi di Ceuta. Il governo ha comunicato la decisione all’Unione europea alla scadenza del precedente provvedimento, motivandola con il permanere di elementi che rendono necessario valutare il mantenimento dei controlli alle frontiere.
Palazzo Chigi lega la proroga anche alle iniziative già avviate dalla Spagna insieme all’Unione europea. L’obiettivo indicato dal governo è consentire che la situazione nell’area di Ceuta possa avviarsi verso una normalizzazione. La nuova scadenza lascia quindi aperta la possibilità che, tra due settimane, la misura venga revocata.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito la decisione “motivata” e ha sostenuto che i controlli non hanno avuto un carattere particolarmente invasivo. Piantedosi ha inoltre avuto un colloquio telefonico con il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, descritto come un “costruttivo confronto”.
Madrid reagisce con una misura analoga
La scelta italiana non è stata accolta favorevolmente da Madrid. Secondo quanto riferito da El Pais, la Spagna ha deciso a sua volta di prorogare per due settimane i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia. La controversia sulla gestione della frontiera di Ceuta si riflette così direttamente sui rapporti tra i due Paesi e sulla libera circolazione nello spazio europeo.
La decisione italiana era attesa. Nella stessa mattinata, prima dell’annuncio di Roma, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez aveva preso posizione sulla crisi di Ceuta, denunciando la diffusione di contenuti che, a suo giudizio, hanno amplificato voci e disinformazione dopo gli episodi del 30 e 31 luglio.
Sanchez ha accusato reti sociali legate, secondo la sua ricostruzione, “sia alla Russia sia a Israele” e una “internazionale dell’ultradestra” di avere alimentato la disinformazione. Il premier spagnolo ha sostenuto che la questione migratoria viene utilizzata non solo contro Madrid, ma anche contro l’Europa, con l’obiettivo di dividerla.
Le opposizioni attaccano il governo
La proroga ha provocato una dura reazione delle opposizioni italiane. Vittoria Baldino, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha accusato il governo di avere prodotto danni nella gestione dell’immigrazione e ha collegato la scelta sui controlli alla vicenda dei centri per migranti in Albania. Baldino ha definito la decisione un danno per la posizione italiana in Europa.
Critico anche Riccardo Magi, segretario di Più Europa, secondo cui la proroga risponderebbe più a esigenze di propaganda politica che a effettive necessità di sicurezza. Magi ha annunciato che il tema verrà portato in Parlamento e ha chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Angelo Bonelli, per Alleanza Verdi e Sinistra, ha interpretato il provvedimento come una scelta legata alla comunicazione politica del governo. Nicola Fratoianni ha invece contestato in termini generali l’operato dell’esecutivo. Le opposizioni convergono dunque nella critica alla scelta di prolungare i controlli, ma la motivazione politica prevale, nelle loro dichiarazioni, su una contestazione tecnica delle ragioni addotte dal governo.
La maggioranza difende la linea di Roma
Il centrodestra ha difeso la proroga e la sua motivazione legata alle condizioni ancora presenti a Ceuta. Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile immigrazione del partito, ha accusato la sinistra di assumere una posizione irresponsabile e ha definito l’azione dell’esecutivo prudente e responsabile.
Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha sottolineato il carattere temporaneo del provvedimento. “Né un capriccio né un allarme costruito a tavolino”, ha affermato, collegando la decisione alle criticità che continuano a interessare Ceuta.
Dalla stessa area arriva la difesa più netta dei controlli. Alessandro Morelli, sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio, ha richiamato la situazione osservata nell’enclave spagnola, descrivendo la presenza di una grande baraccopoli e di una situazione di emergenza sanitaria. Per Morelli, il rischio è quello di normalizzare progressivamente una condizione di instabilità e insicurezza. Da qui la conclusione politica: mantenere chiusa la libera circolazione con la Spagna resta, secondo lui, la direzione da seguire.
La nuova proroga porta quindi il caso Ceuta oltre la prima finestra temporale fissata da Roma. Il governo mantiene i controlli mentre attende gli effetti delle iniziative spagnole ed europee, lasciando aperta la possibilità di una revoca alla prossima scadenza. Sul piano politico, intanto, la misura ha aperto un confronto diretto tra Roma e Madrid e alimentato lo scontro interno sulla gestione dell’immigrazione e della sicurezza delle frontiere.
