Garlasco, la difesa di Stasi prepara la revisione: il nodo resta il Dna
Gli avvocati del condannato intendono depositare l’istanza dopo la chiusura dell’indagine pavese. Il 28 settembre la Procura di Pavia dovrà decidere se chiudere l’inchiesta su Andrea Sempio o chiedere altri sei mesi.
Andrea Sempio e Alberto Stasi
La difesa di Alberto Stasi prepara l’istanza di revisione della condanna per l’omicidio di Chiara Poggi e concentra il lavoro su nuovi approfondimenti genetici. Intanto la Procura di Pavia si avvicina al 28 settembre, termine dell’inchiesta su Andrea Sempio, senza che quella data sia destinata necessariamente a produrre una svolta.
“Abbiamo lavorato tutta l’estate e ancora stiamo lavorando per la difesa di Alberto Stasi anche per portare avanti il tema della revisione. Non posso entrare nel dettaglio ma stiamo studiando su diversi fronti in ambito genetico”, ha spiegato all’AGI il genetista Ugo Ricci, consulente della difesa di Stasi insieme al collega Pasquale Linarello.
Stasi è l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi e sta preparando con gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis un’istanza destinata alla magistratura bresciana, competente sulla revisione. L’obiettivo dei consulenti è individuare elementi che possano mettere in discussione la presenza di Stasi nella villetta di Garlasco al momento del delitto.
Tra i possibili temi della nuova strategia difensiva c’è la rivalutazione dei residui alimentari presenti nello stomaco di Chiara Poggi. L’analisi potrebbe servire a ridefinire la finestra temporale dell’omicidio e, secondo l’ipotesi investigativa della difesa, a collocare il delitto in un momento incompatibile con la presenza di Stasi, che in quelle ore sarebbe stato impegnato nella scrittura della tesi di laurea.
Lo studio dei tempi della morte è stato affrontato anche dalla medico legale Cristina Cattaneo in un suo recente lavoro. Un secondo fronte riguarda invece il sangue individuato sui pedali della bicicletta, che la difesa ritiene non riconducibile a Stasi. Sono elementi che gli avvocati intendono valutare nel quadro complessivo dell’eventuale richiesta di revisione.
Le nuove consulenze della Procura
Sul versante dell’inchiesta bis, il 28 settembre rappresenta il termine entro il quale la Procura di Pavia dovrà decidere come procedere. Gli inquirenti potranno depositare gli esiti dell’attività investigativa e notificare la conclusione delle indagini a Sempio oppure chiedere una proroga di altri sei mesi.
Le ultime due consulenze disposte dalla Procura alla fine di agosto riguardano aspetti distinti dell’indagine. Cristina Cattaneo dovrà occuparsi della misura del piede di Andrea Sempio e della compatibilità con l’impronta individuata nella villetta, attribuita a una scarpa con una particolare suola a pallini. Il genetista Carlo Previderé dovrà invece fornire risposte sul Dna di Sempio trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
È inoltre in corso la consulenza dello psichiatra Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e di volere e sulla pericolosità sociale di Sempio. L’indagato, su indicazione dei suoi legali, ha rifiutato di sottoporsi alle visite psichiatriche richieste dal consulente. Il profilo personologico dovrà quindi essere ricostruito dalla Procura sulla base degli elementi raccolti nell’indagine.
La difesa di Sempio sta a sua volta conducendo una serie di approfondimenti. “Stiamo svolgendo diversi approfondimenti su vari temi”, ha dichiarato all’AGI l’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio insieme a Liborio Cataliotti. La scelta, ha precisato, è quella di depositare “solo le consulenze strettamente connesse ai temi sollevati dalla Procura”.
Se la Procura notificherà la chiusura delle indagini, la difesa di Sempio avrà venti giorni per presentare ulteriori consulenze o chiedere che l’indagato venga interrogato. Solo successivamente potrà essere valutata una richiesta di rinvio a giudizio da sottoporre al giudice. Per questo il 28 settembre difficilmente coinciderà con una definizione processuale della posizione di Sempio.
La famiglia Poggi prepara la risposta
Anche la parte civile segue l’evoluzione dell’inchiesta senza, per ora, presentare nuove iniziative. La famiglia di Chiara Poggi, attraverso l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, attende il deposito del materiale delle altre parti.
“Al momento non stiamo facendo nulla, siamo pronti a intervenire per rispondere alle altre parti quando il materiale sarà depositato e qualora ce ne fosse bisogno”, ha spiegato Tizzoni. La parte civile continua però a contestare la mancata possibilità di affidare una consulenza sull’impronta numero 33.
“Avremmo voluto che venisse svolta una consulenza sull’impronta 33 ma non ci è stata concessa”, ha aggiunto il legale, secondo cui quell’analisi “dimostrerebbe che quell’impronta non è riconducibile a Sempio”.
La posizione della famiglia Poggi si colloca quindi in un procedimento nel quale le diverse parti stanno preparando proprie analisi tecniche, con particolare attenzione alle tracce genetiche e alle impronte rinvenute nella villetta.
Stasi attende la chiusura dell’indagine
La difesa di Stasi, secondo quanto emerge dal lavoro dei consulenti, dovrebbe attendere che la Procura di Pavia formalizzi la propria posizione su Sempio prima di depositare l’istanza di revisione. La scelta consentirebbe agli avvocati di conoscere il contenuto delle nuove accuse e degli accertamenti prima di definire il proprio dossier.
Anche la Procura generale di Milano sta esaminando la richiesta relativa alla revisione presentata dal procuratore Fabio Napoleone. Le magistrate Francesca Nanni e Lucilla Tontodonati devono valutare l’istanza e decidere se inoltrarla alla Corte d’appello di Brescia, competente a esaminarla.
L’esito dell’inchiesta pavese potrebbe avere un peso anche su questa valutazione. Le toghe milanesi, secondo l’impostazione riferita nel dossier, potrebbero attendere la conclusione degli accertamenti per disporre di un quadro più completo degli elementi raccolti su Sempio prima di esprimere il proprio parere.
Sul procedimento resta inoltre il capitolo dell’indagine della Procura di Brescia sulla presunta corruzione dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. L’inchiesta riguarda l’ipotesi che Giuseppe Sempio, padre di Andrea, abbia corrotto Venditti nel 2017, quando la posizione del figlio venne archiviata dopo che il gip accolse la richiesta dell’accusa di ritenere non fondata l’ipotesi a suo carico.
Per Venditti l’orientamento indicato è verso l’archiviazione, mentre resta da definire la posizione degli altri indagati. Il procedimento bresciano procede dunque su un piano distinto, ma si intreccia con la vicenda giudiziaria di Garlasco perché riguarda proprio la decisione del 2017 sulla posizione di Andrea Sempio.
Il calendario giudiziario resta quindi articolato su più fronti: la Procura di Pavia deve decidere come concludere l’inchiesta su Sempio; le difese stanno completando le proprie consulenze; la Procura generale di Milano deve pronunciarsi sulla richiesta di revisione di Stasi; a Brescia prosegue l’indagine sulla presunta corruzione. La difesa dell’ex condannato, intanto, prepara la propria iniziativa e punta a presentarla quando il quadro delle nuove indagini sarà definito.
