La maggioranza approva il ritorno delle preferenze: svolta sulla legge elettorale

Sì all’emendamento unitario in commissione al Senato: gli elettori potranno esprimere fino a tre voti mantenendo i capilista bloccati e il vincolo sull’alternanza di genere.

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La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento della maggioranza che reintroduce il voto di preferenza nella riforma della legge elettorale, consentendo ai cittadini di indicare fino a tre candidati nei collegi plurinominali.

La firma unitaria del centrodestra

La svolta sul testo giunge al termine dell’esame del provvedimento a Palazzo Madama grazie a una proposta emendativa (la 1.6) presentata in modo compatto dai vertici dei gruppi di maggioranza. Il documento reca infatti le firme congiunte di Marco Lisei (Fratelli d’Italia), Daisy Pirovano (Lega), Roberto Rosso (Forza Italia), Mariastella Gelmini (Noi Moderati) e Antonio De Poli (Udc). L’intesa raggiunta modifica in modo sostanziale l’architettura originaria della riforma, superando il modello dei listini completamente bloccati.

La nuova scheda unica e il capolista bloccato

Il nuovo meccanismo si baserà su un’unica scheda di voto che integrerà il contrassegno di ciascuna forza politica, i nomi dei candidati previsti nel collegio plurinominale e l’indicazione delle liste circoscrizionali necessarie al calcolo dell’eventuale premio di governabilità. L’elettore potrà esprimere fino a un massimo di tre preferenze sulla medesima lista tracciando un segno nel quadrato adiacente al nome del candidato prescelto. Resta tuttavia una quota blindata: i capilista non potranno essere oggetto di voto di preferenza e la loro elezione rimarrà legata all’ordine progressivo di lista.

Il vincolo di genere e le sanzioni sulla scheda

Il testo approvato introduce regole stringenti per la rappresentanza della parità di genere, sia nella composizione delle liste sia nell’esercizio della preferenza. I candidati nei collegi dovranno figurare in ordine alternato donna-uomo o uomo-donna a partire dal capolista. Per i cittadini che sceglieranno di esercitare il doppio o triplo voto scatta inoltre l’obbligo della preferenza alternata: in caso di indicazione di candidati dello stesso sesso, la norma prevede l’annullamento automatico della seconda e della terza preferenza espresse, facendo salva esclusivamente la prima.