Altre fughe dal M5s, Grillo blinda Crimi. E il “reggente” avverte i dissidenti

Altre fughe dal M5s, Grillo blinda Crimi. E il “reggente” avverte i dissidenti
Vito Crimi
24 aprile 2020

Il Consiglio europeo di giovedì e l’ostentato ottimismo di Giuseppe Conte per la trattativa in corso sugli strumenti finanziari per rispondere alla crisi causata dal coronavirus non sono per ora sufficienti a placare le acque perennemente agitate nel Movimento 5 stelle, dove è vicina una possibile nuova ondata di espulsioni, dopo che sette deputati (Cabras, Lombardo, Maniero, Nesci, Raduzzi, Vallascas e Vianello) hanno votato a favore di un ordine del giorno anti-Mes presentato da Fratelli d’Italia.

La situazione tuttavia è in movimento: da un lato arriva qualche segnale di apertura dall’ala critica che fa capo all’aspirante leader Alessandro Di Battista, dall’altro la maggioranza filogovernativa affila i coltelli e mette in campo l’artiglieria pesante, con il sì del garante (e fondatore) Beppe Grillo al rinvio sine die dell’elezione del nuovo capo politico al posto del “reggente” Vito Crimi. Il Comitato di garanzia, si legge nella nota che liquida critiche e accuse al vertice provvisorio del Movimento, sul rinvio dell’elezione del nuovo capo “ha richiesto una interpretazione autentica al garante del Movimento, Beppe Grillo, il quale ha ribadito che non solo è ammissibile, ma indispensabile, alla luce della eccezionale condizione in cui sta versando il paese, che si attenda la normalizzazione della situazione prima di procedere all`indizione della elezione del nuovo capo politico”. Crimi, quindi, per ora non si tocca.

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I fatti: intanto Fabiola Bologna lascia il M5S e si iscrive al Misto, seguendo a ruota il collega Antonio Zennaro che lo aveva fatto ieri, pur ribadendo la sua fiducia nel presidente del Consiglio. Poi sull’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia alla Camera per proporre un no preventivo all’utilizzo del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) da parte dell’Italia ci sono sette voti in libera uscita dal gruppo del M5S, ma il Blog delle stelle definisce “pagliacciate” e “disinformazione” le posizioni espresse sul tema della leader di FdI Giorgia Meloni. In serata, dall’entourage di Crimi filtra il disappunto espresso dal reggente nei colloqui con colleghi parlamentari e collaboratori. Crimi rivendica il suo lavoro di tessitura, ricorda a tutti che aveva chiesto di valorizzare compattezza e lavoro di squadra, parla di “mancanza di rispetto” e avverte che fare sponde gratuite come quella offerta a Meloni “per fare ragionamenti centrati solo su se stessi non è accettabile”. Un “cartellino arancione”, come nel calcio vengono definite le ammonizioni in odore di espulsione (cartellini gialli che potrebbero diventare rossi).

Del resto, qualche giorno fa i quattro eurodeputati che non si sono allineati all’astensione del gruppo sulla risoluzione adottata a Bruxelles sugli strumenti anticrisi hanno ricevuto una contestazione formale dei Probiviri. Tra loro, Ignazio Corrao, molto vicino a Di Battista, tanto da essere considerato da qualcuno l’autore di alcuni dei suoi post più duri. Proprio Corrao, però, è il capofila di una leggera correzione di linea dell’area critica. “Conte – dice commentando l’esito del Consiglio Ue con il Corriere della sera – ha fatto un buon lavoro ma non canterei vittoria prima di vedere i termini dell`accordo. Cantar vittoria non è realistico”. Distacco dalla linea ufficiale, quindi, ma apertura di credito al premier, da chi aveva detto che il Governo rischiava di cadere sul Mes. L’ex ministra Barbara Lezzi, stessa area, stessa lunghezza d’onda: “Staremo attenti a condizioni e criteri” ma, scrive su Facebook, “da qui può nascere quell’Europa che potrà placare ogni scetticismo. Il mio compreso che ho sempre ampiamente motivato con i fatti”.

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Basteranno i toni più soft a evitare lo scontro fra i seguaci di Di Battista e il vertice, ora che Crimi è stato rafforzato dal parere del garante Grillo? Un esponente di primissimo piano del M5S racconta che è stato proprio il capo pro tempore a chiedere a Grillo di intervenire per difenderlo dalla contestazione montante per il rinvio del voto sul successore effettivo di Luigi Di Maio: “Se il Pd – spiega – facesse le primarie oggi, con l’Italia in questa situazione, non lo guarderemmo tutti come se fosse impazzito? E come facciamo a fare noi una campagna elettorale interna, per di più senza nemmeno una riunione con la presenza fisica degli interessati?”. Ma mettere in campo Grillo, che già aveva twittato giovedì sera il suo apprezzamento per Conte e per l’Europa che “forse sta cominciando a diventare una comunità”, è anche un modo per segnalare che nessuno ha paura dello scontro. “Di Battista – dice la stessa fonte – è un battitore libero un po’ autoreferenziale ormai. A parte le due ex ministre ‘trombate’ (Lezzi e Giulia Grillo, ndr) e pochi altri non ha molto seguito nei gruppi parlamentari. Non dico che siamo a ‘Di Battista chi?’ ma insomma…”. E sulla necessità di andare avanti anche fino a un nuovo scossone, come potrebbe essere l’espulsione dei quattro di Bruxelles, nessun dubbio: “Io mi auguro che si fermino, ma si vede da come si muovono che del M5S non gli frega più niente. L’indirizzo è quindi quello di andare fino in fondo in maniera determinata”.

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