Amministrative, tre sindaci a testa al ballottaggio. Meloni: “Coalizione solida, avanti così”
Nel voto di primavera per le amministrazioni comunali, il pari dei due turni rappresenta solo una anomalia tattica, poiché il campo progressista vince complessivamente tra i comuni principali e accelera verso la campagna per le elezioni nazionali con rinnovato slancio narrativo.
Il ballottaggio amministrativo di sei capoluoghi ha consegnato un pareggio: tre sindaci al centrodestra (Arezzo, Lecco, Macerata), tre al centrosinistra (Agrigento, Chieti, Trani). Ma il voto di primavera non si esaurisce in questo equilibrio apparente. Conteggiando il primo turno, il centrosinistra chiude con dieci sindaci su sedici capoluoghi coinvolti. Un dato che trasforma il significato politico del voto e che il campo progressista già invoca come preambolo della campagna per le Politiche.
La distribuzione dei sindaci tra i due ballottaggio e il primo turno
Nel primo turno il centrodestra aveva portato a casa Venezia, Reggio Calabria e Crotone, mentre il centrosinistra conquistava Prato e la riconquista di Pistoia. Ai ballottaggi, il pareggio emerge netto: Arezzo rimane al centrodestra con Marcello Comanducci dopo dieci anni di governo ininterrotto; Lecco va al centrodestra con Filippo Boscagli, che sconfigge il sindaco uscente Mauro Gattinoni; Macerata conferma il centrodestra con Sandro Parcaroli destinato al secondo mandato. Per il centrosinistra, Chieti elegge Giovanni Legnini, ex vice presidente del Csm; Trani vede prevalere Marco Galiano; Agrigento completa il bottino progressista.
Attorno al nucleo principale si sviluppano esiti che sfumano il racconto binario. A Viareggio il centrodestra vince per poche decine di voti. A Genzano Romano, della “cintura rossa laziale”, la destra centra per la prima volta una amministrazione con Fabio Papalia. A Molfetta, il candidato vincente è Manuel Flavio Minervini di Rifondazione comunista. A Vigevano, Paolo Previde Massara, espresso da Forza Italia ma privato del sostegno degli alleati al primo turno (quando Vannacci e Suvilla avevano registrato il 14 per cento), riesce a conquistare la fascia tricolore. L’affluenza complessiva raggiunge poco più del 52 per cento, registrando un calo di otto punti rispetto al turno precedente.
Le interpretazioni divergenti da Roma sulla direzione del voto
Dal centrodestra, Giorgia Meloni offre questa lettura: “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza”. Stefania Craxi di Forza Italia parla di “solidità e radicamento” della coalizione.
Gianfranco Rotondi di Fratelli d’Italia ricorre all’ironia: “Dopo il referendum Schlein e Conte avevano detto che era giunto un avviso di sfratto al governo, appena sono comparsi loro gli italiani si sono affrettati a prorogare il fitto di palazzo Chigi a Giorgia Meloni”. Il vice premier Tajani, tuttavia, riconosce che “in vista delle Politiche c’è ancora un lavoro da fare per aumentare consenso dove non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo”.
Dal centrosinistra la narrazione diverge radicalmente. Elly Schlein sostiene che Meloni “continua ad avere problemi con la calcolatrice” e tenta di “capovolgere” la realtà. Ma, continua, “al di là della propaganda di Meloni e Salvini, anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese”. Igor Taruffi del Pd fornisce il rendiconto preciso: “Su 16 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 8 sindaci e al centrodestra 6”.
Specifica che “alle vittorie di Mantova, Pistoia, Prato, Avellino e Andria al primo turno si aggiungono oggi Chieti, Trani e Agrigento al ballottaggio”, e nota che “di queste ad Avellino e Agrigento le amministrazioni uscenti erano di centrodestra”. Su 118 comuni sopra i 15 mila abitanti, continua, “il campo progressista aveva vinto in 37 di questi e il centrodestra in 25”. Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra traccia il quadro complessivo: “Il campo largo è in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori”. L’ex premier Renzi conclude: “Questo ballottaggio dimostra una volta di più che a livello nazionale si può vincere”.
