Roma indaga Ben Gvir per abusi e tortura: il ministro insulta l’Italia con sarcasmo

Le ipotesi di reato formulate dalla magistratura riguardano atti di abuso compiuti durante l’operazione navale condotta il 18-19 maggio in acque internazionali al largo di Creta, quando vennero bloccate le imbarcazioni che tentavano di raggiungere Gaza.

Itamar Ben Gvir

Itamar Ben Gvir

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo nei confronti del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir sulla base delle denunce presentate dagli attivisti pacifisti della Global Sumud Flotilla, i quali hanno risposto alle accuse del ministro con denuncia penale internazionale.

Di fronte all’inchiesta per sequestro di persona, tortura, rapina e violenza sessuale, Ben Gvir ha scelto la contrapposizione verbale, definendo l’Italia “la terra delle pantofole” e liquidando gli attivisti come terroristi bugiardi, anziché rispondere nel merito alle imputazioni della magistratura.

L’inchiesta romana e il contesto

La Procura di Roma ha trasferito in imputazione le accuse raccolte dagli stessi equipaggi della flottiglia, tra cui cittadini italiani, intercettati al largo di Creta il 18 e il 19 maggio in acque internazionali. L’operazione della Marina israeliana ha colpito imbarcazioni che tentavano di raggiungere Gaza attraverso il Mediterraneo.

Le accuse mosse dagli attivisti riguardano trattamenti contrari ai protocolli internazionali e alle convenzioni sul diritto del mare. La Procura romana ha deciso di procedere non soltanto su istanza di parte, ma considerando la gravità potenziale dei reati denunciati. Il coinvolgimento di cittadini italiani ha conferito al caso una rilevanza anche sotto il profilo della sovranità nazionale.

La reazione aggressiva del ministro

Ben Gvir ha scelto di rispondere non argomentando le accuse, bensì delegittimando l’autorità stessa che le muove. “Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo”, ha dichiarato, equiparando implicitamente gli attivisti pacifisti con organizzazioni armate.

Ha seguito un tono di sfida: “Non sono intimidito da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”. La replica si è estesa fino al sarcasmo geografico diffuso sui suoi profili social: “La terra dello stivale è diventata la terra delle pantofole”, un messaggio volto a delegittimare l’Italia stessa come attore giudiziario.

Implicazioni politiche e legali

La decisione della Procura di Roma di procedere rappresenta un episodio raro nel quale l’apparato giudiziario italiano si confronta direttamente con le politiche di sicurezza dello Stato israeliano. Ben Gvir, figura controversa nella politica di Gerusalemme, incarna una linea dura sulla questione palestinese e sul controllo del territorio.

La sua posizione nel governo Netanyahu lo pone in prima fila nella conduzione di operazioni che spesso suscitano critiche internazionali. L’esecuzione del mandato investigativo da parte della magistratura romana dipenderà dalla disponibilità di Israele a cooperare con le autorità italiane, scenario attualmente poco probabile sulla base della retorica già dispiegata dal ministro.