Autotrasporto, l’intesa con Meloni vale trecento milioni: via il fermo, riduzioni accise e tavolo permanente

palazzo chigi (1)

Palazzo Chigi, sede della presidenza del Consiglio

Il governo Meloni ha sventato lo sciopero nazionale dell’autotrasporto con un decreto d’urgenza approvato venerdì sera dal Consiglio dei ministri. L’accordo, raggiunto nel corso di un confronto “approfondito e costruttivo” a Palazzo Chigi, ha convinto Unatras – il coordinamento unitario delle principali associazioni di categoria – a sospendere il fermo già proclamato.

Sul tavolo: un credito d’imposta da 300 milioni di euro, la proroga delle riduzioni sulle accise dei carburanti e la promessa di un tavolo permanente al Ministero delle infrastrutture. Per la prima volta in trent’anni, l’intesa porta la firma diretta del presidente del Consiglio.

Il decreto: accise prorogate, rimborsi accelerati

Il provvedimento interviene su più fronti. Sul versante carburanti, ridetermina le aliquote di accisa su benzina, gasolio, GPL, gas naturale, HVO e biodiesel per il periodo compreso tra il 23 maggio e il 6 giugno 2026, confermando le riduzioni già in vigore: circa cinque centesimi al litro sulla benzina, venti centesimi al litro sul gasolio. Si tratta di misure già applicate nelle settimane precedenti e ora estese per evitare un ulteriore aggravio sui bilanci delle imprese di trasporto.

Sul versante fiscale, il decreto proroga al mese di giugno 2026 il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto per i maggiori costi di carburante sostenuti nel periodo marzo-giugno 2026. Il limite complessivo di spesa è fissato a 300 milioni di euro, dei quali 100 già stanziati dal decreto-legge n. 33 del 2026. A queste misure si aggiunge la compensazione del rimborso accise trimestrale entro trenta giorni dalla presentazione della domanda e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte.

La trattativa, la resa dei conti politica

Il punto di frizione originario era preciso: il governo aveva deciso di riversare sulle imprese di autotrasporto la riduzione di venti centesimi al litro sul gasolio introdotta per fronteggiare l’impennata dei prezzi internazionali. Una scelta definita “errata” dallo stesso Paolo Uggè, presidente FAI e presidente di Unatras, che aveva coordinato la risposta unitaria della categoria.

“È stata la condivisione della quasi totalità delle federazioni rappresentative del settore a portare l’esecutivo a dare risposte concrete”, ha dichiarato Uggè al termine dell’incontro. La pressione ha funzionato. Il fermo, minacciato come strumento estremo, ha spinto il governo a riaprire un canale diretto con le associazioni. L’accordo è stato raggiunto prima che il blocco dei Tir producesse effetti sulla catena logistica nazionale.

Un tavolo permanente, un riconoscimento istituzionale

Oltre alle misure economiche immediate, l’intesa prevede l’avvio di un tavolo permanente presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, destinato ad analizzare le questioni tecnico-normative del comparto. È prevista anche la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, l’organismo deputato alla definizione delle politiche di settore, rimasto a lungo inattivo.

Uggè ha sottolineato la portata simbolica dell’accordo: dopo trent’anni, un’intesa con il mondo dell’autotrasporto è stata sottoscritta direttamente dal presidente del Consiglio. Dal 2004, il settore torna ad avere un confronto strutturato con l’esecutivo. “Un riconoscimento importante”, ha detto Uggè, “che dovrà proseguire anche in futuro, a condizione che il mondo della rappresentanza continui a rafforzare l’unità di intenti”.

Unatras ha precisato che la decisione di sospendere il fermo sarà formalizzata dagli organismi esecutivi nei prossimi giorni e che i contenuti del decreto saranno illustrati alle imprese aderenti nel corso delle iniziative già programmate per sabato e domenica. La categoria ha dichiarato di voler monitorare la concreta attuazione dei provvedimenti, riservandosi di valutare ulteriori iniziative in caso di inadempienza.