Battaglia Lega-FdI su presidenzialismo ma vie divise

Battaglia Lega-FdI su presidenzialismo ma vie divise
Matteo Salvini e Giorgia Meloni
11 ottobre 2019

Sulle riforme Fratelli d’Italia e Lega viaggiano “separati per colpire uniti”. Il copyright della frase e’ del leghista Roberto Calderoli e sintetizza quanto avvenuto  alla Corte di Cassazione, dove, ieri alle 11, una delegazione di FdI si e’ presentata per depositare una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare volta a introdurre l’elezione diretta del presidente della Repubblica e l’eliminazione dei senatori a vita. Tre ore e mezza dopo, un gruppo di leghisti, guidato da Matteo Salvini, ha presentato una proposta simile, anche se non gemella. Ne consegue che i due alleati raccoglieranno separatamente le firme per le due proposte, almeno 50mila quelle necessarie per ciascuna. La proposta degli ex lumbard differisce lievemente da quella del partito di Giorgia Meloni: in piu’ chiede l’abbassamento, da 50 a 40 anni, dell’eta’ necessaria per essere eletti capo dello Stato e l’introduzione di un limite di due mandati alla rielezione; oltre ad essere accompagnata da una seconda proposta di iniziativa popolare, per una legge elettorale maggioritaria a collegi uninominali secchi, sul modello inglese.

“Cominciamo a raccogliere le firme in piazza San Giovanni sabato 19: elezione diretta del presidente della Repubblica, abolizione dei senatori a vita e poi, come gia’ proposto dalle Regioni, una legge elettorale seria, moderna e trasparente in base alla quale chi prende un voto in piu’ vince, cancellando gli inciuci che poi partoriscono i governi Pd-5 stelle. Una iniziativa di democrazia, di concretezza, efficienza e futuro”, ha sostenuto Salvini, arrivando in piazza Cavour. Un tocco di polemica nei confronti dell’alleato lo ha riservato Giorgia Meloni nelle sue dichiarazioni a margine della campagna elettorale in Umbria. “Raccogliamo le firme per l’elezione diretta del capo dello Stato e l’abolizione dei senatori a vita, proposte che ci sono state puntualmente bocciate – ha notato – Devo dire che rimango anche un po’ colpita dal fatto che oggi le presenti Salvini perche’ anche la Lega ce le ha bocciate nell’ultimo anno”. “Sono contenta – ha concluso – che siamo tornati tutti sullo stesso fronte e si potra’ fare una battaglia comune per consentire agli italiani di votare il prossimo presidente della Repubblica cosi’ non ci ritroviamo Romano Prodi, un altro che e’ cintura nera di svendita degli interessi degli italiani”. “Spero che la battaglia per il presidenzialismo sia comune con la Lega. Non ho bisogno di intestarmela, sono contenta che ora siamo tutti sullo stesso fronte”, ha concluso.

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Mentre, quindi, prosegue il derby sulle riforme in casa centrodestra, al Senato, e’ stata presentata una iniziativa bipartisan per chiedere che il taglio del numero dei parlamentari, approvato dalla Camera due giorni fa, sia seguito da un referendum. La Fondazione Luigi Einaudi propone una raccolta firme per raggiungere la quota di un quinto degli eletti, prescritta dalla Costituzione, e richiedere il referendum confermativo sul taglio degli eletti. L’iniziativa e’ sostenuta e presentata a Palazzo Madama da un gruppo bipartisan di senatori, ai quali e’ delegato il compito di arrivare a quota 64 firme. “Non si tratta di un’iniziativa di partito – ha detto il senatore di Forza Italia Andrea Cangini – ma di un’iniziativa spontanea destinata ad allargarsi. Penso che le istituzioni siano una cosa seria, ma lo spettacolo cui abbiamo assistito alla Camera martedi’ lascia pensare altro: manomettere la Costituzione non per migliorare la funzionalita’ delle istituzioni, ma per dare un segnale politico nella speranza di guadagnare qualche consenso, e’ grave e intollerabile. Sono tanti ormai – ha proseguito – i segnali che ci lasciano credere che le istituzioni siano minacciate. Credo sia nostro dovere difendere la democrazia rappresentativa e far svolgere un referendum popolare ha questo obiettivo: trasferire un dibattito che nel Palazzo non c’e’ stato, che e’ stato soffocato, nel Paese coi tempi e coi toni giusti”.

Tra gli altri senatori presenti, dal centrosinistra il dem Tommaso Nannicini ha osservato che “oggi non nasce un Comitato per il no ma un’iniziativa affinche’ il referendum ci sia, poi ognuno votera’ in coscienza. Si puo’ ridurre il numero dei parlamentari – ha osservato – si possono snellire le istituzioni, ma come conseguenza di una riforma organica che rende le istituzioni e i cittadini piu’ forti. Questo non e’ stato fatto, prendiamo atto che c’e’ un impegno forte dei capigruppo della maggioranza, da parlamentare di maggioranza che ha votato due volte no al taglio dei parlamentari, spero di poter votare si’ al referendum se ci saranno i necessari contrappesi”. Polemico con i suoi ex compagni di partito M5s, Gregorio De Falco, anch’egli sostenitore del referendum: “Sarebbe il caso che M5s sottoscrivesse in blocco questa iniziativa. Non credo che avranno il coraggio di essere ancora una volta incoerenti anche su questo, perche’ in queste materie bisogna chiamare il popolo a esprimersi”. Infine, Davide Giacalone, della Fondazione Luigi Einaudi, ha riassunto il senso dell’iniziativa: “Non abbiamo parlamentari – ha detto – quindi non vogliamo tutelarci personalmente. Il tema e’ quello dell’istituzione Parlamento: un Parlamento puo’ funzionare bene anche con meno parlamentari ma con determinate condizioni, di cui spero si riuscira’ a parlare in campagna referendaria. Per ora nessuna di queste condizioni e’ all’ordine del giorno”. All’iniziativa hanno anche preso parte anche Laura Garavini, di Italia viva, gli ‘azzuri’ Nazario Pagano e Giacomo Caliendo, e il dem Gianni Pittella.

In merito alla proposta leghista, Calderoli ha spiegato che quelle presentate dagli ex lumbard sono due “proposte di legge di iniziativa popolare: una ordinaria sulla legge elettorale che ricalca in positivo il referendum abrogativo da noi proposto; e una di modifica costituzionale per introdurre l’elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica, in cui si propone che venga eliminato l’istituto dei senatori a vita”: “Pensiamo di raggiungere un buon risultato. Il Parlamento dovra’ prendere atto delle, mi auguro, milionate di firme che porteremo”. A chi gli chiedeva della proposta di Fratelli d’Italia, l’esponente leghista ha confermato che si tratta di proposte diverse che prevedono raccolte di firme separate: “Sono due raccolte firme diverse. Siamo d’accordo con FdI che si riuniranno quando verranno abbinate nel momento della presentazione al Senato”. Per FdI la delegazione comprendeva il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, e il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa. “In una sola settimana – ha detto La Russa – abbiamo raccolto 110 mila firme, non autenticate. Adesso partiamo con quelle autenticate per formalizzare l’iniziativa”. Tra le proposte di legge presentate in Cassazione ci sono quelle sull’abolizione dei senatori a vita nominati dal presidente della Repubblica, sulla supremazia delle leggi italiane rispetto all’ordinamento europeo e sul limite delle tasse in Costituzione. “Ma la nostra battaglia, da sempre, e’ quella dell’elezione diretta del capo dello Stato da parte dei cittadini. Siamo contenti se anche altri, adesso, sono d’accordo con noi”, ha concluso La Russa.

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