Casa Bianca, marmo italiano e scudi anti-drone per il nuovo bunker voluto da Trump
La struttura sotterranea include rifugi antiatomici e finiture d’arte, ma pende il ricorso del National Trust per i beni storici.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il completamento strutturale del nuovo complesso militare e sala da ballo della Casa Bianca, un’opera finanziata da fondi privati e caratterizzata da finiture artigianali italiane, il cui cantiere resta tuttavia appeso a un’imminente decisione della Corte Suprema federale per evitare lo stop forzato delle opere in superficie.
L’intreccio tra sicurezza e alta manifattura
I dettagli tecnici diffusi da Joshua Fisher, direttore per la gestione e l’amministrazione della Casa Bianca, delineano un’infrastruttura di imponenti proporzioni. Il cantiere ha assorbito finora 450 mila chilogrammi di acciaio e 27 mila chilogrammi di finiture in alluminio. L’architettura coniuga la massima protezione militare alla maestria manifatturiera europea: le colonne corinzie della struttura, realizzate con pietra calcarea dell’Indiana, sono state spedite in Italia per essere scolpite a mano da laboratori d’arte specializzati.
Sotto il profilo strategico, il complesso include rifugi antiatomici, strutture mediche ad alta tecnologia e installazioni militari riservate. L’intero perimetro superiore è stato progettato per resistere ad attacchi complessi, con soffitti, pareti, finestre e tetti blindati a prova di drone, integrati da vetri antiproiettile e schermature anti-esplosione.
“È stato svolto un lavoro straordinario per la realizzazione del magnifico complesso militare e sala da ballo in costruzione nei terreni della Casa Bianca”, ha dichiarato Trump sul social network Truth. “I presidenti lo desideravano da 150 anni, garantendo una grande sicurezza nazionale a tutta Washington”. Il capo dello Stato ha inoltre rivendicato l’assenza di costi per la spesa pubblica: “Il progetto è al di sotto del budget e in anticipo sui tempi. La sala da ballo non costerà un dollaro ai contribuenti: sono i grandi patrioti americani e le aziende a farsi carico dell’intero costo”.
La battaglia legale al Palazzaccio di Washington
L’iter dei lavori rimane tuttavia ostacolato da un complesso contenzioso giudiziario. Lo scorso marzo, un giudice federale ha accolto il ricorso presentato dal National Trust for Historic Preservation, disponendo il blocco della costruzione della sala da ballo e autorizzando esclusivamente gli interventi sotterranei legati alla sicurezza. Nonostante il provvedimento, i cantieri sono proseguiti grazie ad una serie di sospensive temporanee.
La svolta procedurale è giunta con la sentenza della Corte d’Appello, che ha stabilito la necessità di un passaggio parlamentare preventivo: senza l’autorizzazione esplicita del Congresso, l’opera non può procedere. Per superare lo stallo, il Dipartimento di Giustizia si è rivolto d’urgenza alla Corte Suprema. In assenza di un pronostico favorevole o di un pronunciamento dell’alta corte entro la giornata odierna, i lavori della sala da ballo dovranno essere immediatamente congelati.
