Coronavirus nel mondo, 1,2 milioni di contagiati. Usa: “Sarà come 11 settembre”

Coronavirus nel mondo, 1,2 milioni di contagiati. Usa: “Sarà come 11 settembre”
6 aprile 2020

Il coronavirus continua a mietere vittime nel mondo. L’ultimo bilancio della Johns Hopkins University certifica la soglia dei 65 mila (64.774 ) morti e gli oltre 1,2 milioni (1.203.099) di contagiati. Sale anche il numero delle persone guarite, 246.893. Ecco lo scenario in alcuni Paesi. E partiamo dagli Stati Uniti dove il livello dell’emergenza coronavirus è sempre più alto e l’incubo del Covid-19 si allarga in tutto il Paese che segna un record di morti, oltre 2.500 in sole 48 ore. Le vittime ora, secondo i dati elaborati dalla John Hopkins University, sono 8.503. I casi accertati di persone positive ammontano a 312.245, quasi il triplo di Italia e Spagna e il quadruplo della Cina.Una situazione sintetizzata dal capo del servizio sanitario pubblico degli Jerome Adams: “Ci aspetta la settimana più dura e più triste, sarà un Pearl Harbor moment o come l’11 settembre”. Donald Trump che ha ammesso come ci saranno “molti morti nelle prossime settimane”, parlando di una “situazione incredibile e mai vista finora”. E intanto a New York è ancora inferno. Nella Grande Mela salgono a oltre 122 mila i contagiati, mentre il bilancio delle vittime è di 4.159 morti, quasi la metà dei decessi registrati su scala nazionale. Lo ha reso toto il governatore dello stato Andrew Cuomo che ha comunque sottolineato come per la prima volta ci sia una leggera frenata nel numero delle vittime, che nell’ultimo giorno sono state 594 contro le oltre 600 dei giorni precedenti.

Nel Regno Unito sale di 621 il numero dei morti per coronavirus nelle ultime 24 ore censite (fino a 4.934 totali), con un incremento in lieve calo rispetto ai 708 indicati ieri e ai 684 di sabato, secondo gli ultimi dati aggiornati del ministero della sanità britannico. I contagi registrano tuttavia un picco record, balzando dai 41.903 di ieri a 47.806, ossia 5.903 in più. I test eseguiti nel paese superano infine i 195.500, con un ritmo quotidiano innalzato a oltre 12.500. I decessi nel Regno Unito per Covid-19 potrebbero attestarsi tra i 7 mila e poco più dei 20 mila con le misure prese dal governo per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha detto alla Bbc l’epidemiologo Neil Ferguson dell’Imperial College di Londra, i cui studi stanno contribuendo alla definizione delle politiche di Londra per affrontare la crisi.

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La Spagna, intanto, ha registrato il suo terzo giorno consecutivo di calo nelle morti legate al Covid-19. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalle autorità, i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 674, confermando così la tendenza al ribasso. I dati di oggi parlano di un totale di 130.759 casi di Covid-19 e di 12.418 decessi. Ieri il governo spagnolo guidato dal premier Pedro Sanchez ha deciso di prolungare lo stato di emergenza per altre due settimane, fino al 26 aprile. In Francia sono stati registrati altri 357 morti per coronavirus, portando il totale a 8.078. Si tratta del dato più basso in una settimana. Di questi, 2.189 sono deceduti in case di cura per anziani mentre 5.889 negli ospedali. Sono 28.891 i ricoverati, 748 in più rispetto a ieri, mentre quelli in terapia intensiva sono 6.978 (+140). Crescono più di ieri i morti in Belgio a causa del coronavirus. Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, i decessi nelle ultime 24 sono stati 164 contro i 140 di sabato portando il numero totale delle vittime a 1447. Per la prima volta invece il numero dei dimessi (504) ha superato quello dei nuovi ricoveri (499). Le persone ospedalizzate a causa del coronavirus sono oggi 5.735 di cui 1.261 in terapia intensiva, 16 in più rispetto a ieri. le persone risultate positive al virus sono 19.961, 1.260 in più rispetto a sabato.

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La Germania ha registrato un aumento dei contagiati di 5.936 unità nelle ultime 24 ore e per il terzo giorno consecutivo questo dato è in calo. Sabato i contagi erano stati 6.082, 146 in più, e venerdì 6.174. L’Istituto Robert Kochha fissato il totale dei casi a 91.714. Le morti sono state 184 per un totale di 1.342. In Austria per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria si inizia a parlare di “una luce in fondo al tunnel sempre più grande”. Ad affermarlo è stato il ministro della Sanità, Rudi Anschober. I numeri del contagio da Covid-19 sono 12.051 contagiati, 204 decessi e 2.998 guariti. Cresce leggermente il numero dei pazienti ricoverati in ospedale, 1.056, di cui 244 in terapia intensiva. In Tirolo, Land più colpito, restano 2.690 le positività. Il Land dove si registrano più vittime è la Stiria con 53. Per l’ottavo giorno consecutivo la percentuale di crescita del virus è inferiore al 10 per cento. Le restrizioni per il contenimento dell’espansione del coronavirus, come ribadito dal cancelliere Sebastian Kurz, resteranno fino all’Ostermontag, lunedì di Pasqua (13 aprile). L’uso della mascherina o misure protettive naso-bocca è ora obbligatorio su tutto il territorio nazionale per chi entra in supermercati, farmacia e drogherie. La sanzione sara’ pari a 3.600 euro mentre per le aziende potrebbe arrivare fino a 30.000.

In Svizzera il numero di decessi di persone contagiate dal coronavirus è aumentato di 19 nelle ultime 24 ore, per un totale di 559 vittime. I casi di contagio accertati sono 21.100. Lo riferisce il ministero della Salute. In Svezia il governo potrebbe rinunciare alla linea morbida di fronte all’epidemia di coronavirus e adottare misure restrittive, è quanto emerge dai media locali. Nel Paese si registrano oltre 6.800 contagi e 401 decessi, con un aumento della mortalità maggiore rispetto alla totalità degli altri tre Paesi scandinavi. Preoccupa anche il peggioramento del focolaio a Stoccolma e la situazione delle case di cura per anziani. L’esecutivo socialdemocratico ha chiesto di poter agire per decreto senza l’ok dell’aula, nel caso si rendesse necessaria la chiusura temporanea di aeroporti, trasporto pubblico, negozi e ristoranti, mentre l’opposizione vuole che il parlamento abbia l’ultima parola. Il premier Stefan Lofven ammette che la crisi possa durare mesi ma allo stesso tempo difende la linea adottata finora, su indicazioni del principale epidemiologo del Paese, Anders Tegnell, di far progredire naturalmente l’epidemia, chiedendo ai malati di restare a casa per non sovraccaricare i servizi sanitari.

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In Grecia ad oggi si contano 1735 casi di coronavirus e 73 decessi. Mentre è coprifuoco nelle isole di Mykonos e Santorini da poche ore sottoposte ad un coprifuoco notturno, fra le nuove restrizioni adottate per contrastare la diffusione del coronavirus. Dopo la conferma di un secondo caso positivo al covid-19 fra gli operatori sanitari a Mykonos, le autorità annunciano che i residenti sulle due isole dell’arcipelago della Cicladi non potranno lasciare le proprie abitazioni dalle 20 alle 8 del mattino. Inoltre i residenti non potranno partecipare ad eventi pubblici per i prossimi 14 giorni, ad eccezione dei funerali. Anche l’assistenza ad anziani e malati è al momento bandita così come la pratica di attività fisica all’esterno. A partire da domattina tra l’altro si potrà lasciare le proprie case per 15 minuti al massimo per la passeggiata al cane. A Santorini si fermano anche le attività edili.

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