Coronavirus in Italia, due vittime e 76 contagiati: casi a Milano e Torino. Ue pronta a fornire ogni possibile sostegno

Coronavirus in Italia, due vittime  e 76 contagiati: casi a Milano e Torino. Ue pronta a fornire ogni possibile sostegno
22 febbraio 2020

Si estende il coronavirus in Italia che, al momento, è il primo Paese europeo per numero di casi positivi al Covid-19: secondo il capo della protezione civile sono “76 le persone colpite dal virus, situate in 5 Regioni: 54 di loro sono in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Ad ora sono 33 le persone ricoverate con sintomi, di cui 18 in terapia intensiva, 11 invece sono in isolamento domiciliare. Due i deceduti, mentre una persona è stata dimessa allo Spallanzani”. Due le vittime: ieri l’uomo deceduto in Veneto, oggi una donna. Si chiamava Giovanna Carminati e aveva 77 anni. È stata trovata morta nella sua villetta a Casalpusterlengo, nel Lodigiano, ed è risultata positiva al coronavirus nel tampone fatto post-mortem. L’anziana, che si era recata all’ospedale di Codogno nei giorni scorsi – lo stesso in cui era stato il 38enne di Codogno indicato come “paziente 1” – aveva altre patologie e quindi, come ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, si attende l’esito dell’autopsia per conoscere l’esatta causa della morte.

Certo è che aveva contratto il coronavirus. E’ stata già seppellita. Il sindaco del paese Elia Delmiglio ha spiegato che la sepoltura è avvenuta in tempi tanto celeri per “motivi igienico-sanitari”. In serata è arrivata la conferma del primo caso alle porte di Milano: un paziente di Sesto San Giovanni ricoverato al San Raffaele è risultato positivo. Sono attualmente in corso le indagini per ricostruire le modalità del contagio e capire se questo caso sia o meno riconducibile al focolaio del basso lodigiano. Per far fronte all’emergenza i vertici di Regione Lombardia hanno effettuato una conference call con il tavolo operativo del governo dedicato al Coronavirus per chiedere misure da adottare nei territori interessati, in aggiunta all’ordinanza disposta venerdì dal ministro della Salute Speranza con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

DECRETO LEGGE

In serata, il Cdm straordinario tenutosi nella sede della Protezione civile per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ha adottato un decreto legge “per il contenimento di questa emergenza” ha detto lo stesso premier Giuseppe Conte, secondo il quale “lo scopo è tutelare il bene della salute degli italiani. Il bene che ci sta più a cuore”. Conte ha aggiunto: “Voglio ringraziare non solo i ministri, manche gli operatori sanitarie le donne e gli uomini della Protezione civile, le autorità sanitarie, il personale delle forze armate e della protezione civile. C’è un filo diretto di confronto e dialogo tra il governo e i territori regionali. Ringrazio i presidenti delle regioni più interessate il presidente Fontana della Lombardia e Zaia del Veneto”.

“Come mai tanti casi in Italia e tutti d’un colpo? Siamo il paese che ha adottato le misure più interdittive, abbiamo effettuato rigorosi controlli che nascondono un lavoro puntiglioso. Questa linea di rigore oggi ci consente di disvelare questi casi di contagi. Quindi l’accuratezza di questi controlli ci spinge a registrare questi numeri. Stiamo effettuando centinaia e centinaia di controlli con cantone”, ha spiegato il premier. E poi: “Il decreto legge ci consentirà di intervenire e disporre misure ulteriori di contenimento per impedire l’allontanamento degli individui dalle aree ritenute di focolaio, il Lodigiano con 10 Comuni interessati e quella di Vo’ Euganeo. Sono misure di contenimento degli spostamenti che riteniamo adeguate”.

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La stretta sulle aree del focolaio “Nelle aree individuate come focolai non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento salvo specifiche deroghe. E’ stata disposta la sospensione delle attività lavorative, educative e degli eventi pubblici”, ha chiarito Conte al termine del Cdm.

Sanzioni penali per chi esce da focolai La violazione del provvedimento di entrata ed uscita dalle aree di focolaio del Coronavirus “sarà passibile di sanzione penale, secondo l’articolo 650 del Codice penale. Sono misure di cautela a protezione della stessa comunità locale. Ci affidiamo con un patto di fiducia ai cittadini. Per un breve periodo, un paio di settimane, qualche restrizione non impedirà la vita delle persone che ne troveranno anzi giovamento”, ha puntualizzato Conte.

Intanto si è svolto a Milano un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in cui il Prefetto Renato Saccone ha tentato di rassicurare i cittadini: “Non ci sono emergenze tali da farci pensare a provvedimenti di chiusura di servizi. E’ importante però andare a una riduzione delle relazioni sociali e rinviare tutto ciò che può essere rinviato. Molte imprese e uffici pubblici potranno fare ricorso al telelavoro e ridurre la mobilità”, ha spiegato invitando in caso di sospetta malattia a chiamare il 112 e a non recarsi al pronto soccorso. Domani alle 10 si riunirà nuovamente il Comitato provinciale per fare il punto alla luce anche delle indicazioni che arriveranno dal governo. Per ora, ha confermato il sindaco Giuseppe Sala, i servizi e gli uffici restano aperti.

Ue pronta a fornire a Italia ogni possibile sostegno

L’assessore al welfare di Regione Lombardia, intanto ha definito il virus “molto contagioso, circa il 13% dei 290 tamponi sono risultati positivi”, escludendo però che al momento si possa parlare di pandemia. Insieme al ministero della Difesa sono stati individuati i luoghi in cui mettere in osservazione e in quarantena chi è entrato in contatto con i malati: sono una caserma di Piacenza e l’ospedale militare di Baggio a Milano. Ma ha definito “insufficienti” le aree che possono accogliere fino a 180 persone e quindi si procederà con l’individuazione di altre strutture, anche non militari. Quanto al sospetto paziente “zero”, il manager rientrato dalla Cina che ha cenato con il paziente 1 a fine gennaio, è ricoverato all’ospedale Sacco dove sono in corso accertamenti per verificare se abbia sviluppato gli anticorpi e se possa essere quindi considerato all’origine del focolaio. Fra i familiari del sospetto paziente zero, ha spiegato sempre Gallera, è stato ricoverato il cognato, risultato positivo, ma non avrebbe avuto significativi contatti sociali. Quanto alle misure di contenimento finora adottate, in 11 Comuni del lodigiano, dove è scoppiato il focolaio, sono state sospese tutte le attività e chiusi tutti gli uffici e gli esercizi commerciali, mentre le persone in quarantena sarebbero oltre 250. In provincia di Cremona invece il Prefetto ha disposto la chiusura delle scuole per 14 giorni.

Chiusi anche l’ospedale di Schiavonia a Padova con circa 450 persone dentro fra medici e pazienti, così come l’ospedale di Codogno dove è stato ricoverato il paziente zero. Dodici casi di coronavirus sono stati accertati anche in Veneto, dove il presidente della Regione Luca Zaia ha annunciato che le università della regione rimarranno chiuse la prossima settimana. Non vi è ancora nessuna decisione per il carnevale di Venezia. Il patriarca della città lagunare ha ricordato che il segno della pace a messa è facoltativo. Un caso è stato accertato in Piemonte: si tratta di un uomo di quarant’anni ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia: avrebbe contratto il virus in contatto con il “paziente uno” di Codogno nel corso di una recente maratona a Portofino. Altri due casi, sempre appartenenti al focolaio lombardo, sono stati accertati in Emilia Romagna: si tratta di due persone ricoverate nell’ospedale di Piacenza, un paziente residente nel Lodigiano e un infermiere di Codogno venuto in contatto con il primo paziente. Nel Piacentino le scuole saranno chiuse fino a martedì.

I primi due morti per coronavirus in Italia

Tutte le Regioni italiane, da nord a sud, sono mobilitate: niente allarmismi, ma massima attenzione. Il Friuli Venezia Giulia ha decretato lo stato di emergenza, oltre a chiedere che, analogamente allo stop ai voli, l’Italia potenzi i confini anche del traffico su gomma e rotaia. La regione Campania ha invitato gli istitui scolastici a sospendere le gite. Il Molise ha stabilito che chi proviene dalle aree della Lombardia e del Veneto interessate dall’epidemia debba comunicare la propria presenza all’autorità sanitaria locale. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) intanto ha disposto il divieto di accesso alle carceri di tutti coloro che vivono nelle zone di focolaio, compresi gli operatori penitenziari.

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Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’emergenza Coronavirus ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono vicino a quanti sono stati colpiti e alle loro comunità che vivono momenti di comprensibile ansia. Rivolgo un pensiero alle due vittime ed esprimo solidarietà ai loro familiari. Confido che senso di responsabilità e unità di impegno assicurino la migliore e più efficace risposta a tutela della salute dei nostri concittadini”. Il Capo dello Stato ha poi evidenziato come il Sistema Sanitario sia in grado di reagire con efficacia di fronte a questa emergenza che: “Richiede anche la piena collaborazione di tutta la popolazione secondo le indicazioni delle autorità sanitarie” aggiungendo “Gli italiani collaborino con il Servizio Sanitario Nazionale che sta reagendo con efficacia”.

Inoltre il presidente Mattarella ha ritenuto di ringraziare gli operatori della sanità: “Desidero esprimere riconoscenza ai medici, al personale sanitario, ai ricercatori, alle donne e agli uomini della Protezione Civile e delle Forze Armate, a quanti in questi giorni si stanno impegnando – con abnegazione e generosità – per fronteggiare e arginare il rischio di diffusione del Coronavirus. Il Ministero della Salute e le Regioni con territori in cui sono presenti casi di contagio stanno operando con tempestività e hanno approntato i protocolli necessari ad affrontare l’emergenza, potendo contare su un Sistema Sanitario in grado di reagire con efficacia”. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha, inoltre, chiamato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia per informarsi della situazione. Zaia ha parlato a lungo con il Capo dello Stato per spiegare le criticità della situazione.

Lo sport si è fermato in Lombardia

Sale a 88 il numero delle partite dei campionati dilettanti rinviate in Lombardia per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Il comitato regionale della Lega Dilettanti della Lombardia ha infatti fornito un primo aggiornamento rispetto alle iniziali 42 gare di diversi campionati, dall’eccellenza alle juniores femminili fino alle giovanili, rinviate nella giornata di ieri, con il numero delle partite posticipate salito così a 88 sulle 502 in programma. Il comitato regionale nel tardo pomeriggio fornirà un ulteriore aggiornamento. Anche in veneto stop a numerose gare di pallavolo. Sospensione dei campionati di serie B maschile, girone C, e serie B2 femminile, gironi D ed E, della giornata in programma oggi e domani e che sarà recuperata a data da destinarsi. Ieri erano state rinviate partite dei gironi A e B di serie B maschile, dei gironi A, B della serie B1 femminile e dei gironi B e C della B2 femminile, comprendenti zone della Lombardia e dell’Emilia Romagna. La Fipav invita poi “il Comitato Regionale e i Comitati territoriali del Veneto (in modo particolare del territorio di Padova), così come le Leghe di Serie A maschile e femminile di voler prendere analoghi provvedimenti, a salvaguardia della salute comune”.

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I ricercatori del Cnr

I ricercatori del Consiglio nazionale osservano che “per evitare eccessivo allarmismo è bene ricordare innanzitutto che i casi registrati in Italia su una popolazione di 60 milioni di abitanti rendono comunque il rischio di infezione molto basso. Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane. L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva.
Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza. Il paziente deceduto rientrava quindi in una categoria a particolare rischio”.

“Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina continua il Cnr – soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto levandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non lavate”. A causa dei numerosi ingressi per ottenere informazioni sul coronavirus il sito del ministero della Salute è momentaneamente irraggiungibile. Dal dicastero fanno comunque sapere che si sta lavorando per ripristinare il servizio al più presto.

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