Debito italiano più alto d’Europa. Cuneo fiscale record, metà stipendio in tasse

Debito italiano più alto d’Europa. Cuneo fiscale record, metà stipendio in tasse
5 aprile 2017

Il debito italiano “è il più alto in Europa, se si esclude la Grecia”. Occorre, quindi, “porre il debito su un sentiero discendente, non troppo rigido ma costante, procedendo speditamente alle azioni di riforme strutturali per sostenere la crescita e migliorare le condizioni di sostenibilità della finanza pubblica”. E’ quanto riporta il rapporto 2017 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, secondo cui, “il sentiero del risanamento finanziario per l’Italia è più faticoso, ma tuttavia, considerato il maggior livello del debito, necessario”. Dall’eleborato della Corte dei conti, emerge anche che la metà dello stipendio dei lavoratori italiani se na va in tasse e contributi.

Un record negativo: in Italia il cuneo fiscale supera di 10 punti la media dell’Unione Europea, sottolinea la magistratura contabile. Il cuneo fiscale, spiega la Corte, “riferito alla situazione media di un dipendente dell’industria, colloca al livello più alto la differenza fra il costo del lavoro a carico dell’imprenditore e il reddito netto che rimane in busta paga al lavoratore: il 49% prelevato a titolo di contributi (su entrambi) e di imposte (a carico del lavoratore) eccede di ben 10 punti l’onere che si registra mediamente nel resto de’Europa”. Secondo la magistratura contabile, “accanto a una pressione fiscale tra le più elevate dei Paesi Ue (42,9% del Pil), il total tax rate stimato per un’impresa di medie dimensioni, testimonia di un carico fiscale complessivo (societario, contributivo, per tasse e imposte indirette) che penalizza l’operatore italiano in misura (64,8%) eccedente quasi 25 punti l’onere per l’omologo imprenditore dell’area Ue/Efta. Per la Corte dei Conti “anche i costi di adempimento degli obblighi tributari che il medio imprenditore italiano è chiamato ad affrontare sono significativi: 269 ore lavorative, il 55% in più di quanto richiesto al suo competitor europeo”.

Leggi anche:
Ismea: con stop ristorazione alimentare perde 41 miliardi di euro
Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti