Draghi stoppa Salvini: governo va avanti, verso obbligo vaccini

2 settembre 2021

Mario Draghi torna a parlare in conferenza stampa dopo la pausa agostana e stoppa sul nascere l'”offensiva” di Matteo Salvini e della Lega. Dopo che ieri i deputati del Carroccio avevano votato in commissione alla Camera contro il green pass, oggi, poco prima dell’incontro del premier con i giornalisti, il segretario leghista aveva chiesto (“per evitare problemi, litigi e ritardi”) una “cabina di regia” su riforma del fisco, degli appalti e della burocrazia, delle pensioni, contrasto all’immigrazione clandestina e infiltrazioni terroristiche.

La posizione leghista crea tensioni nella maggioranza, con il Pd che chiede un “chiarimento”. Draghi però in conferenza stampa ostenta tranquillità e sicurezza. “Il governo va avanti”, assicura, aggiungendo che un eventuale “chiarimento politico lo fanno le forze politiche”. Certo, “è chiaro che sarebbe auspicabile una maggiore convergenza” sui provvedimenti, ma “il governo sta in piedi perché il Parlamento lo vuole” e “se c’è un chiarimento politico quello è un qualcosa che viene deciso a livello di partiti, non di governo”.

Per quanto lo riguarda, non c’è nessuna apertura, anzi il contrario, su quel che chiedono i leghisti, a partire dalla questione del green pass. Per il futuro, quando i vaccini diventeranno farmaci approvati in via definitiva anche dall’Ema e dall’Aifa, l’orizzonte è quello dell’obbligo vaccinale. Intanto, però, il ‘certificato verde’ sarà sicuramente esteso. La cabina di regia (che ci sarà “comunque”, al di là della richiesta di Salvini) si terrà quindi non per decidere “se” ma per “chi e quanto svelti”. Del resto la vaccinazione, è la sua convinzione, sta funzionando. Entro settembre l’obiettivo è raggiungere l’80% di persone immunizzate, e occorre continuare perché è “un atto verso se stessi e anche di solidarietà verso gli altri, di protezione della propria famiglia e delle persone con cui si viene in contatto”. È dunque, per il premier, particolarmente “odiosa” e “vigliacca” la violenza dei no vax contro giornalisti e operatori sanitari.

Anche sull’altro cavallo di battaglia della Lega, il tema dell’immigrazione, Draghi chiude decisamente la porta alle critiche e in particolare agli attacchi praticamente quotidiani alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. “Lavora molto bene, il problema è molto difficile, e io non ho visto nessuno che abbia la bacchetta magica. I numeri non sono spaventosi, abbiamo avuto anni peggiori e credo che la ministra Lamorgese faccia il suo lavoro e lo faccia bene”, ha detto, sottolineando che sarebbe interessante raffrontare quello che non va oggi con “quello che non andava 3, 4 o 5 anni fa”. Draghi però, al segretario del Carroccio, manda anche un messaggio preciso e, in qualche modo, ‘distensivo’: non ha intenzione di inserirsi nelle divergenze interne tra la Lega cosiddetta di “lotta” e quella di “governo”. “Io – assicura – cerco di non fare queste distinzioni nei partiti, perché se vado in questa direzione, ogni partito ha quattro, cinque, sei anime. Quindi la Lega è una e ha un capo e basta”.

Il messaggio finale è distensivo. Per il governo “non vedo la fine. Vedo una coalizione con le sue divergenze, ci sono provenienze politiche, culturali, personali, professionali nella maggioranza e nel governo. Il governo va fondamentalmente molto d’accordo nei suoi membri e il Parlamento ha fatto uno straordinario lavoro e continua a farlo”. Né, assicura Draghi, viste le tensioni, pensa al Quirinale come a un ‘piano b’, nel caso in cui la situazione precipitasse. “Trovo un po’ offensivo parlare del Quirinale come un’altra possibilità. E anche un po’ offensivo verso il presidente della Repubblica”, ma comunque “non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per me stesso di sicuro…”.

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