Fi e FdI frenano Salvini: patti politici non dal notaio

Fi e FdI frenano Salvini: patti politici non dal notaio
La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
24 novembre 2017

Arriva come un sasso gettato nello stagno la proposta del segretario della Lega, Matteo Salvini, di un patto stipulato dal notaio perché l’alleanza di centrodestra resti tale anche dopo le elezioni e non ci sia la tentazione, da parte di qualche membro, di stringere intese con chi prima delle urne era un avversario, a partire dal centrosinistra. Fredda, per usare un eufemismo Forza Italia, scettica Fratelli d’Italia, da sempre in prima linea nell’impegno contro gli ‘inciuci’. “Come primo partito ad aver proposto la questione di una clausola anti-inciucio e come unico partito a non essersi mai seduto al tavolo con Renzi, Fdi -sottolinea la leader Giorgia Meloni- è assolutamente d’accordo con un patto di questo tipo. Poi se si vuole fare più formale o meno formale va bene, anche se nel mio mondo, la parola d’onore vale anch’essa qualcosa. Se si vuole andare dal notaio andremo dal notaio…”. Piuttosto è sul tema del vincolo di mandato che Fratelli d’Italia “ha depositato diverse proposte. Noi -chiarisce Meloni- vogliamo inserirlo in Costituzione, perché se questo principio fosse nella nostra Carta costituzionale non avremmo il problema di fare dei patti”. “Non mi occupo di notai”, taglia corto da Forza Italia Antonio Tajani.

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“Dal notaio -rincara la dose Altero Matteoli- ci si va per comprare o vendere le case, non per i patti politici. Se una coalizione deve andare dal notaio vuol dire che non c’è fiducia reciproca e quindi non sta in piedi”. Più articolata la posizione di Maria Stella Gelmini. “Si fa l’alleanza quando c’è fiducia quindi, visto che l’alleanza l’abbiamo costruita anche recentemente in Sicilia con il successo importante di Nello Musumeci, sono convinta che Salvini abbia piena fiducia in Berlusconi e che il centrodestra si candidi alle prossime elezioni politiche non per partecipare ma con condizioni per vincere”. Parole che sembrano convincere Salvini, che, confermando la sostanza della questione sollevata, sfuma i toni: “Credo che il centrodestra vincerà perché sta vincendo ovunque in Europa e perché dove governa lo fa bene. Però bisogna essere seri nei confronti degli italiani, non ricommettere gli errori del passato, mantenere tutti gli impegni e chiarire il programma prima del voto e non dopo”.

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