Francesca Barra rompe il silenzio sulla morte del papà: “Ho crisi di panico”

Francesca Barra

Francesca Barra

Francesca Barra racconta il dolore per la morte del padre Francesco Michele, scomparso il 15 giugno dopo una malattia fulminante, e confessa di avere iniziato a soffrire di “crisi di panico notturne”. La giornalista ne parla in una lunga intervista a La 27a Ora del Corriere della Sera, mentre cerca di elaborare una perdita che dice di non riuscire ancora a realizzare.

“Continuano a ricordarlo. Sono grata che tutti lo amassero così tanto. Io non riesco a realizzare ancora”, ha scritto Barra nelle Stories pubblicando l’immagine del padre ricordato su un quotidiano. Poi ha descritto le notti successive alla sua morte: “Mi sveglio nel cuore della notte come se venissi risucchiata nella realtà”.

Le notti dopo la scomparsa

La morte di Francesco Michele ha avuto conseguenze anche sul piano personale e professionale. Barra, 47 anni, ha lasciato in anticipo “4 di Sera Weekend”, anche per affrontare le incombenze familiari e non lasciare sola la madre, rimasta vedova dopo 54 anni trascorsi insieme al marito.

Nel racconto al Corriere, la giornalista descrive un dolore che non aveva mai sperimentato. “Questo dolore non è paragonabile a nessun altro, è lancinante, un’assenza che non ti aspetti”, ha spiegato. È in questo periodo che sono comparse le crisi di panico notturne.

“Ho iniziato ad avere, per la prima volta nella vita, delle crisi di panico notturne, pensando a mia madre sola dopo 54 anni insieme, di simbiosi, di viaggi”, ha raccontato Barra.

La perdita del padre si intreccia così con la preoccupazione per la madre e con il cambiamento della quotidianità familiare. Barra è madre di quattro figli: Renato, 20 anni, ed Emma, 13, e Greta, 10, avuti dall’ex marito Marcello Molfino, e Athena, 4, nata dall’unione con l’attuale marito Claudio Santamaria.

Il racconto affidato alla scrittura

Barra ha spiegato di avere cominciato a scrivere durante questi mesi, senza sapere ancora quale forma prenderanno quelle riflessioni. “Sto scrivendo, e non so ancora dove mi porterà, tutto quello che mi passa per la testa da due mesi e mezzo”, ha raccontato.

La scrittura diventa anche uno strumento per affrontare il lutto. “Ho bisogno di raccontare questo lutto”, ha aggiunto. Non si tratta soltanto del ricordo del padre, ma della consapevolezza di una perdita che modifica il modo di guardare alla propria vita e alle persone che ne fanno parte.

Alla domanda se avesse avuto paura della morte del padre, Barra ha risposto: “Non me l’aspettavo”. La malattia fulminante ha lasciato quindi una famiglia costretta a confrontarsi in tempi rapidi con l’assenza.

Il punto centrale del suo racconto è oggi la paura della perdita. “La mia paura più grande, oggi, è l’assenza di chi ami. Perdere chi ami, e basta, non c’è altro”, ha detto.

L’eredità lasciata dal padre

Nel ricordo di Barra, la morte del padre porta anche a interrogarsi su ciò che resta dopo una persona. Da qui la riflessione sul rapporto tra il successo professionale e l’eredità personale che si lascia agli altri.

“Per questo dovremmo vivere sempre pensando a cosa lasciamo e come lo lasciamo: si può avere successo nel lavoro, ma conta cosa lasci”, ha affermato.

Il ricordo di Francesco Michele si lega, nella sua testimonianza, alla convinzione che il padre abbia vissuto pienamente la propria vita. “Mio padre ha vissuto ed è morto da uomo felice, mi ha lasciato un’eredità morale enorme”, ha concluso Barra.

A poco meno di tre mesi dalla scomparsa, il lutto resta dunque aperto. Barra continua a raccontarlo, mentre affronta le conseguenze della perdita nella vita quotidiana e nel rapporto con la madre e con i figli.