“Non fare piu’ auto a Termini sarebbe sconfitta. Pronti progetti per 420 mln per la Sicilia

14 agosto 2014

Investimenti per la Sicilia, e rilancio dell’Eni che “deve puntare a Gela sulle energie verdi”. Parte a razzo Matteo Renzi in visita a Gela, penultima tappa del suo tour nel Mezzogiorno che si concluderà in serata a Termini Imerese. E’ il ”primo presidente del Consiglio in visita a Gela”, come lo stesso Matteo Renzi ha scritto su Twitter. Poi dall’aula consiliare della città nissena i primi annunci. “Nelle norme dello ‘Sblocca Italia ‘ci saranno interventi per la Sicilia, come ad esempio le infrastrutture ferroviarie Palermo-Messina-Catania ma anche Caltanissetta-Agrigento”. E per ben operare ”occorre innanzitutto semplificare le procedure”. “Si era convinti che per evitare le forme di illegalita’ si dovessero complicare le procedure burocratiche – ha sottolineato -. Sono state un freno invece per chi fa le cose per bene. Il 29 agosto affronteremo il decreto ‘Sblocca Italia’. Il 14 novembre in Sicilia presenteremo i contratti di sviluppo, 9 sono stati firmati per 420 milioni di investimenti previsti”.

Renzi è più che convinto che ”se riparte il Sud, riparte l’Italia”. Poi il capitolo “Eni che deve puntare a Gela sulle energie verdi, salvaguardando i livelli occupazionali esistenti”. “E’ evidente che l’economia di questa citta’ che affonda in radici antiche e’ legata all’Eni – ha proseguito -. La priorita’ di questa terra e’ difendere l’investimento puntando sulle energie verdi”. E “credo che il core business di Eni sia in questo territorio”. In sostanza, per il premier, ”abbiamo la certezza di poter fare di questa terra un punto di innovazione e non un museo del passato”. In sostanza, per il premier serve ”uscire dalla cultura della rassegnazione”.

Poi l’ultima tappa: Termini Imerese, Renzi appena arrivato nella cittadina del Palermitano  è stato accolto da applausi di alcuni cittadini. Il premier ha salutato alcuni ex lavoratori della Fiat ed è stato accompagnato dal sindaco della città del Palermitano nella sede del Municipio. Sul tappeto, il rilancio dell’area industriale di Termini Imerese. In particolare, si punta a far ridecollare lo stabilimento Fiat attraverso una proposta che dovrebbe arrivare da una multinazionale cinese. “La verifica su cosa fare a Termini Imerese ha una data di scadenza devastante, che e’ il 31 dicembre quando finisce la cassa integrazione straordinaria”, ha detto. Secondo il premier “si parte dal presupposto che non fare piu’ macchine a Termini sarebbe una sconfitta. Siccome si son fatte bene, smettere di farle sarebbe un peccato”. E se “c’è una proposta vera si vanno a vedere le carte”. Tuttavia, per il premier, “dobbiamo capire se esiste l’ipotesi di altri gruppi internazionali che possono venire qui a fare altro. Grifa coprirebbe solo il 50% della forza lavoro e a partire dal 2016. L’ipotesi Brilliance – ha aggiunto – c’e’, l’abbiamo messa in piedi nel viaggio in Cina. Va verificata, ma e’ importante che si sia aperto un canale di discussione; il 16 ottobre viene qui il primo ministro cinese e li’ ce la giochiamo”. Renzi ha poi tirato un altro coniglio dal cilindro. “Un’altra ipotesi che abbiamo visto con Crocetta e che riguarda anche Gela – ha evidenziato – e’ sulla chimica verde. E’ evidente che significa non fare macchine. Io mi darei questa regola del gioco: se si fanno macchine si devono fare di alto livello e bene, altrimenti si prende cio’ che porta lavoro dal punto di vista di imprese industriali o turistiche”. Una parentesi alla politica: “La riforma del Senato e’ il segnale che la politica no ha paura di cambiare, questo e’ il vero segnale di cambiamento, ma ora cambino anche gli altri”. Mentre sul fronte lavoro s’è detto “sempre pronto a scrivere nuove regole pero’ pensando a cambiare le garanzie non ad eliminarle”.

 

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