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PoliticaPrimo Piano

Xi a Pyongyang dopo sette anni per contenere Mosca, Pechino sceglie l’economia sulla linea del fuoco

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2026 2:52
Enzo Marino
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Kim Jong-un e Xi Jinping
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Il presidente cinese Xi Jinping si reca in visita di Stato in Corea del Nord per un incontro con Kim Jong-un previsto tra oggi e domani 9 giugno. Il viaggio segna una fase di riattivazione dei canali bilaterali e si colloca in un quadro regionale modificato dalla crescente influenza russa e dalla competizione con gli Stati Uniti. L’incontro arriva dopo il precedente vertice del 2025 a Pechino e rappresenta il primo spostamento internazionale del leader cinese nel 2026.

Ribilanciamento delle alleanze regionali

Il contesto è cambiato rispetto al 2019, quando l’ultimo viaggio di Xi nella penisola era avvenuto in una fase di stallo nei negoziati nucleari tra Pyongyang e Washington. Oggi la Corea del Nord ha rafforzato il legame con Mosca attraverso forniture militari e cooperazione strategica legata alla guerra in Ucraina.

Secondo analisti internazionali, questo ha ridotto la dipendenza esclusiva da Pechino, alterando gli equilibri tradizionali. In questo scenario la Cina punta a riaffermare la propria centralità diplomatica, limitando l’espansione dell’influenza russa nell’area.

Asse economico sotto pressione

Il rapporto economico resta il principale strumento di influenza cinese. Pechino rappresenta oltre il 90 per cento del commercio legale nordcoreano secondo stime citate dal South China Morning Post e da centri di ricerca statunitensi.

La riapertura di collegamenti ferroviari e aerei e il possibile rilancio del turismo cinese, quasi azzerato durante la pandemia, sono tra i temi centrali del dialogo. Prima delle restrizioni sanitarie, i visitatori cinesi costituivano la maggioranza dei flussi turistici verso il Paese, con impatto diretto sulle entrate in valuta estera.

Fattore russo e nuovi equilibri

La crescente cooperazione tra Pyongyang e Mosca, rafforzata da scambi militari e tecnologici, è osservata con attenzione a Pechino. Secondo Mike Chinoy, analista indipendente, “la Corea del Nord si è avvicinata molto alla Russia e questo crea qualche disagio a Pechino”.

La Cina teme una perdita di controllo sull’assetto regionale e un indebolimento del proprio ruolo di mediatore. Anche secondo lo International Crisis Group, l’obiettivo cinese è ristabilire un equilibrio tra le diverse dipendenze strategiche di Pyongyang.

Dossier nucleare e deterrenza

Il programma atomico resta il nodo più sensibile. Kim Jong-un ha ribadito la volontà di espandere l’arsenale nucleare e ha definito il deterrente “non negoziabile”, posizione rafforzata anche dalla sorella Kim Yo-jong.

Parallelamente, il regime ha annunciato nuovi sviluppi navali e militari, inclusi cacciatorpediniere di grande tonnellaggio e test operativi su unità già varate. Gli analisti restano divisi sulla reale capacità operativa delle nuove piattaforme, considerate in parte anche strumenti di comunicazione politica.

Prossimità controllata di Pechino

Per la Cina, la strategia descritta da osservatori come Niklas Swanstrom punta a una “prossimità controllata”, utile a evitare instabilità senza assumere responsabilità dirette delle azioni nordcoreane.

Il ritorno di Xi nella regione segnala dunque un tentativo di gestione multilivello: contenere la dipendenza di Pyongyang da Mosca, preservare l’influenza economica cinese e mantenere aperti i canali diplomatici in un’area ad alta densità militare e politica.

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