La Camera approva la stretta sulle piscine e ordina la chiusura degli impianti non a norma

L’Aula di Montecitorio licenzia a maggioranza schiacciante l’emendamento al decreto Sport che impone dispositivi anti-risucchio dal primo agosto. Stanziati 4,7 milioni di euro per i comuni.

piscina-1-2-1

Via libera della Camera alle sanzioni e all’obbligo di griglie anti-risucchio: Montecitorio ha approvato con 244 voti favorevoli l’emendamento al decreto Sport che impone l’adeguamento immediato dei sistemi di aspirazione e la chiusura dal primo agosto per tutte le piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo non a norma.

La misura, nata per bloccare la sequenza di incidenti mortali registrati nelle ultime settimane, interviene sulla quota tecnica delle strutture idroterapiche e ricreative. L’emendamento dispone che i sistemi di ricircolo, le griglie di fondo e le prese di aspirazione garantiscano parametri di pressione tali da eliminare l’effetto depressivo di risucchio. Per la messa in sicurezza degli impianti di proprietà degli enti locali, la norma istituisce un fondo dedicato di 4,7 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026. Il testo estende le disposizioni preventive ai frequentatori, introducendo l’obbligo d’uso della cuffia da nuoto per tutti i minori di 16 anni.

L’efficacia e i controlli dal primo agosto

I proprietari e i gestori delle strutture avranno tempo fino al termine di luglio per verificare le conformità tecniche, data oltre la quale gli organi di vigilanza disporranno la sospensione immediata dell’esercizio per le strutture sprovviste dei sistemi di sicurezza. “Ringrazio il Parlamento che in questi minuti sta approvando una norma che riguarda le piscine pubbliche o aperte al pubblico, che proibisce di avere bocchettoni che creano vortici e risucchiano, come purtroppo è accaduto in questi ultimi giorni togliendo la vita a troppi bimbi e a troppe bimbe. Sarà operativa dal primo agosto”, ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine del convegno promosso da Confcommercio e SIB.

In parallelo all’emendamento d’urgenza al decreto Sport, le Camere proseguono l’esame del disegno di legge organico sulla sicurezza nelle piscine (ddl n. 2576). La Commissione Affari Sociali di Montecitorio è pronta a licenziare il provvedimento a breve, una volta completata l’istruttoria del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulle coperture finanziarie degli ultimi emendamenti.

La cornice del disegno di legge organico

Il disegno di legge, che vede come relatrice la deputata Annarita Patriarca, completa la disciplina di settore imponendo l’installazione di griglie protettive su tutti i bocchettoni e l’adozione di dispositivi automatici di depressurizzazione al rilevamento di ostruzioni, estendendo la responsabilità anche alle vasche private ad uso abitativo. La spinta decisiva al calendario dei lavori è giunta dopo il confronto tra le istituzioni e i familiari dei minori vittime di incidenti in acqua, tra cui i genitori di Gabriele, il bambino di 7 anni deceduto nell’impianto termale di Castelforte, in provincia di Latina.

L’obiettivo fissato dalla presidenza della Commissione Affari Sociali mira a chiudere l’esame referente in concomitanza con la Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 25 luglio. “Riteniamo indispensabile dare una risposta legislativa definitiva e strutturata che vada oltre la decretazione d’urgenza”, ha precisato il presidente della Commissione Affari Sociali, Ugo Cappellacci, confermando che dopo la votazione del testo base l’iter proseguirà senza sovrapposizioni tra l’Aula di Montecitorio e il Senato per il definitivo via libera.

Non sono ancora stati resi noti i dettagli sui parametri sanzionatori pecuniari che accompagneranno le raccomandazioni operative e i protocolli di ispezione affidati alle Aziende sanitarie locali e ai nuclei operativi territoriali.