Hantavirus, contestazioni e accuse dopo i decessi sulla Mv Hondius: parla il comandante

Jan Dobrogowski

Jan Dobrogowski

Le parole arrivano dopo giorni di polemiche, ricostruzioni contrastanti e accuse di sottovalutazione del rischio sanitario a bordo della Mv Hondius, la nave da spedizione della Oceanwide Expeditions coinvolta in un focolaio di Hantavirus durante una crociera. Il comandante Jan Dobrogowski ha scelto un videomessaggio pubblico per difendere il proprio operato e ringraziare equipaggio e passeggeri, mentre emergono nuove contestazioni sulla gestione dell’emergenza nelle prime fasi del contagio.

“Ho deciso di cogliere l’occasione per ringraziare ogni singolo ospite e membro dell’equipaggio a bordo. Le ultime settimane sono state estremamente difficili per tutti noi, come sicuramente saprete”, afferma il comandante nel filmato diffuso dalla compagnia. Dobrogowski parla di “pazienza”, “disciplina” e “gentilezza”, rivolgendosi alle persone rimaste a bordo durante l’emergenza sanitaria.

Il messaggio arriva dopo le critiche rivolte sia alla compagnia sia al comandante per le modalità con cui sarebbero state comunicate le prime informazioni ai passeggeri. In particolare, diversi turisti contestano la scelta di avere mantenuto aperte le aree comuni e il servizio buffet anche dopo il primo decesso registrato durante la navigazione.

Le accuse dei passeggeri

 

 
 
 
 
 
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A riaccendere le polemiche è stato un video registrato da alcuni presenti a bordo. Nelle immagini si vede Dobrogowski annunciare la morte di un passeggero olandese di 70 anni, avvenuta l’11 aprile. In quell’occasione il comandante avrebbe parlato di “cause naturali”, aggiungendo che, secondo il medico di bordo, la situazione non presentava rischi di contagio.

Quelle rassicurazioni sono finite al centro delle contestazioni successive. Alcuni passeggeri sostengono di non essere stati informati tempestivamente dei possibili rischi sanitari e denunciano che diversi turisti sarebbero sbarcati nei giorni successivi senza particolari restrizioni o controlli aggiuntivi. La vicenda avrebbe così innescato una ricerca internazionale di persone potenzialmente esposte al virus.

Tra le voci più critiche c’è quella del viaggiatore turco Ruhi Cenet, che ha accusato il comandante di avere sottovalutato la gravità della situazione nelle fasi iniziali dell’emergenza. Secondo la sua ricostruzione, la comunicazione fornita ai presenti avrebbe contribuito a ridurre la percezione del rischio proprio mentre aumentavano i sospetti sui primi casi di infezione.

La replica della compagnia

Oceanwide Expeditions respinge le accuse e sostiene che il primo test in grado di indicare un possibile collegamento con l’Hantavirus risalga soltanto al 2 maggio. La compagnia evidenzia quindi che, fino a quel momento, non vi fossero elementi sufficienti per confermare la presenza del virus a bordo.

Nel videomessaggio Dobrogowski prova a contestualizzare le decisioni prese durante la navigazione. “Sono state due settimane particolarmente impegnative. In una situazione come questa, ogni immagine e ogni parola possono essere tolte dal contesto”, afferma il comandante. Poi aggiunge di avere visto “persone aiutarsi a vicenda senza servizi di soccorso immediatamente disponibili”.

La nave si trova ora attraccata nel porto di Tenerife, dove i passeggeri sono stati fatti sbarcare. Diversa la situazione per il comandante e per i 32 membri dell’equipaggio, che al momento non lasceranno l’imbarcazione nelle Canarie e rientreranno via mare nei Paesi Bassi.

Dobrogowski conclude il messaggio rivolgendo un pensiero alle vittime del focolaio. “Resteranno ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri pensieri”, dice il comandante, mentre proseguono gli accertamenti sanitari e le verifiche sulla gestione dell’emergenza a bordo della Mv Hondius.