Idea Federazione scatena terremoto nel centrodestra, Fi si spacca

Idea Federazione scatena terremoto nel centrodestra, Fi si spacca
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi
4 giugno 2021

L’accelerazione sulla prospettiva di una federazione terremota il centrodestra. L’intervista di Matteo Salvini al ‘Giornale’ trova una significativa apertura di Silvio Berlusconi, ma Forza Italia si spacca con le ministre Gelmini e Carfagna a guidare i contrari, arrivando a paventare l’uscita di altri parlamentari dopo quelli passati con Coraggio. Prova a rassicurare allora la Lega, dicendo che non si tratterà di una “annessione”. Fratelli d’Italia invece sta a guardare, spiega che l’ipotesi riguarda solo chi sostiene il governo, e calca la mano sullo “strapotere della sinistra” nella maggioranza.

Lo stesso Salvini aveva riconosciuto – nell’intervista – le difficoltà con FdI, fissando l’obiettivo di giugno per arrivare alla federazione delle forze di centrodestra, “almeno di quelle che sostengono il governo Draghi. Tutte. Siamo tutti sullo stesso piano ma dobbiamo fare un passo in avanti. Per esempio creando gruppi unici alla Camera e al Senato”. Guardando al 2023, dove Salvini immagina un centrodestra unito nel maggioritario con la competizione interna che si gioca sulla quota proporzionale.

Tema inevitabilmente affrontato nella riunione via Zoom di Forza Italia con Silvio Berlusconi, con un orientamento possibilista trapelato a riunione ancora in corso: “La consideriamo con grande attenzione. Non diciamo no: ne parleremo nelle sedi dedicate del partito. Di sicuro una maggiore unità con le altre forze del centrodestra consentirà di dare maggiore forza alle nostre battaglie storiche”. Durante la riunione si erano però espresse contro l’ipotesi le ministre Gelmini e Carfagna, denunciando il rischio di una “fusione per incorporazione” (Gelmini) e sottolineando che “così si seppellisce la storia di Fi” (Carfagna). E quando sulle agenzie è uscita l’apertura di Fi al progetto, Gelmini e Carfagna sarebbero insorte, chiedendo una smentita e minacciando uscite dai gruppi, e denunciando la subalternità a Salvini.

Lettura respinta con forza da Berlusconi: “Non voglio più sentire questa storia che siamo sottomessi a Salvini”. Anzi, l’ex premier avrebbe anche rilanciato l’ipotesi partito unico “in futuro”, con “tutte” le forze di centrodestra, sperando di “convincere anche FdI”. Fratelli d’Italia per ora sta a guardare, definendo la federazione “uno strumento per difendersi dallo strapotere della sinistra nella maggioranza”. Dunque “operazione giusta che però non riguarda FdI, che si trova all’opposizione del governo”. E che guarda con maggiore serenità degli alleati alle prossime elezioni e al taglio del numero dei parlamentari. Argomento che invece non può non influenzare le scelte di deputati e senatori forzisti, consapevoli che in pochi potranno essere rieletti, in virtù del calo nei sondaggi e della riduzione dei parlamentari.

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Anche per questo Berlusconi avrebbe usato parole dure nei confronti di Toti, ricordando che anche in passato chi ha lasciato Forza Italia “non è andato da nessuna parte”. Il problema è che Salvini non può rappresentare la scialuppa di salvataggio, considerando che la riduzione di un terzo degli eletti mette a rischio anche l’attuale consistenza numerica dei parlamentari azzurri. Ma prima ancora delle elezioni, un altro appuntamento potrà determinare movimenti nel centrodestra: l’elezione del presidente della Repubblica che – ripete da mesi Gianfranco Rotondi – “vedrà il centro decisivo”. askanews

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