Il decreto intercettazioni è legge, ecco cosa cambia

Il decreto intercettazioni è legge, ecco cosa cambia
28 febbraio 2020
La Camera ha approvato il decreto intercettazioni. Il provvedimento è passato con 246 sì, mentre i no sono stati 169. Lo scrutinio è avvenuto a voto segreto. E così aun soffio dalla scadenza (del 29 febbraio) diventa legge il decreto sulle intercettazioni. Sul provvedimento martedì scorso il governo aveva chiesto e incassato la fiducia (304 voti a favore, 226 contrari e un astenuto). Per il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, “la legge appena approvata potenzia le intercettazioni come strumento di indagine ma nel contempo garantisce una difesa solida della privacy. È stato trovato un buon punto d`equilibrio per cui ringrazio tutte le forze di maggioranza”.
 
Molto critica l’opposizione, pronta all’ostruzionismo. Poi, la ‘tregua’ raggiunta in cambio dell’approvazione rapida del decreto sul coronavirus, grazie al compromesso sui tempi suggerito dal presidente della Camera Roberto Fico.La più ostile è Forza Italia che parla di un provvedimento liberticida. Nel mirino, soprattutto le norme sull’uso del trojan, il captatore informatico che viene inserito nei cellulari e negli altri dispositivi mobili. Tra le modifiche introdotte al testo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, c’è il rinvio di altri due mesi dell’entrata in vigore della riforma. Sarà operativa quindi dal primo maggio.

Con l’approvazione del Dl intercettazioni tutti possono trovarsi il telefono sotto controllo, secondo il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. “E’ triste – ha affermato Molinari pronunciando in aula la dichiarazione di voto – rilevare che per qualche like in più il ministro Bonafede e il governo calpestino i diritti dei cittadini. Una legge assurda che prevede che tutti siano intercettabili. E’ impensabile utilizzare lo stesso strumento per chi mette una bomba in nome di Allah e per il postino o l’infermiere che commettono una leggerezza”.

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Sul Dl intercettazioni restano “dubbi” ma è stata “evitata la tedenza giustizialista”. Lo ha dichiarato in aula alla Camera Gennaro Migliore, deputato di Italia viva, nel corso delle dichiarazioni di voto sul provvedimento. “Nonostante ci siano, soprattutto sul versante applicativo, molti elementi che destano dubbi, penso sia stato giusto fare un passo in avanti, come devono fare quelli che hanno a cuore il bene del Paese. Abbiamo evitato la naturale tendenza di molti dei provvedimenti che provengono dal ministero della Giustizia a non tenere nel dovuto conto la cultura delle garanzie che noi riteniamo fondamentale”. Ecco le principali novità

PM SELEZIONERA’ INTERCETTAZIONI Ora sarà il magistrato, e non più la polizia giudiziaria, a valutare quali colloqui sono rilevanti per le indagini o meno. Toccherà a lui anche vigilare che nei verbali non siano riportate espressioni che ledono la reputazione di singole persone o dati personali (“salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini”). Com’era prima della riforma del 2017, verbali e registrazioni saranno trasmessi immediatamente al pm, che li depositerà entro 5 giorni. I difensori potranno esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

 TROJAN Sarà possibile usare il trojan non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio e puniti con la reclusione oltre 5 anni. E le intercettazioni potranno avvenire anche nei luoghi di dimora privata (come previsto già dalla Spazza-corrotti per i pubblici ufficiali),”previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l’utilizzo”.

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ALTRI PROCEDIMENTI I risultati delle intercettazioni possono essere usati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti, solo se sono “indispensabili” e “rilevanti” per l’accertamento dei reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall’articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito dell’indispensabilità è necessario anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione più ampia della sentenza delle sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l’uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico, solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.

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