Il robot col senso del tatto: così il chirurgo tocca il paziente

Il robot col senso del tatto: così il chirurgo tocca il paziente
Attilio Fontana e Giulio Gallera
21 febbraio 2020

La robotica sta cambiando il volto della medicina e nei nuovi laboratori del Dipartimento di elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano, i ricercatori lavorano per spingere il limite sempre un po’ più avanti. Migliorando ad esempio la capacità e la tecnologia di un robot medicale evoluto come il Da Vinci, già usato regolarmente in sala operatoria per la chirurgia mini-invasiva. Un sistema per operare in remoto che non permette però di percepire la resistenza del tessuto umano. Nel laboratorio Nearlab è stata sviluppata una soluzione.

“Quello che stiamo facendo in laboratorio è aggiungere un sensore di forza all’interfaccia fra il robot e lo strumento per permettere all’operatore che sta telemanipolando, cioé comandando il robot da remoto, di avere questa sensazione alla consolle e quindi potrà ad esempio individuare strutture nascoste che non sono visibili, ad esempio la presenza di un tumore all’interno di un tessuto – ha spiegato la responsabile del laboratorio, professoressa Elena De Momi – quindi palpando il tessuto, il chirurgo è in grado di percepire, anche se non le vede, zone tumorali, perché sono più vascolarizzate quindi al tatto risultano meno soffici”.

Fra gli altri progetti per aiutare i chirurghi, la combinazione di immagini reali e realtà aumentata: le immagini virtuali aiutano il chirurgo a eseguire l’intervento con più precisione, per esempio mostrando il percorso che deve essere seguito dallo strumento oppure dando forze guida in una operazione complessa grazie a dei campi di forza che accompagnano il movimento del chirurgo verso la traiettoria migliore.

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