La mattanza continua: 333 balene uccise dalla flotta giapponese

31 marzo 2017

La flotta baleniera giapponese è tornata in porto dopo la sua annuale battuta di caccia nell’Antartico, in cui ha fatto una vera e propria mattanza: 333 balene uccise. Tokyo continua a mascherare la caccia, definendola solo un programma di ricerca scientifica e affermando che i mari si sono ripopolati di cetacei. E carne di balena continua a essere considerata un cibo pregiato, consumato regolarmente e servito persino nelle mense scolastiche. Diversi paesi, associazioni e organizzazioni non governative hanno da tempo dichiarato guerra al Giappone e alle sue baleniere, ma la strage in mare continua.

La flotte nipponica è composta da cinque navi, tre delle quali sono tornate nel porto di Shimonoseki, nel Giappone occidentale, e circa 200 persone, compresi i membri degli equipaggi e le loro famiglie, hanno preso parte a una cerimonia di 30 minuti di fronte alla Nisshin Maru, la nave baleniera ammiraglia, per festeggiare la spedizione. La missione è stata definita dall’Agenzia giapponese della pesca come “ricerca con lo scopo di studiare l’ecosistema nel Mar Antartico”. Soltanto un inganno, a detta degli ambientalisti, per cui sarebbe ancora e soltanto una semplice caccia alla balene a scopo alimentare.

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