Ecco perché la pasta non fa ingrassare

Ecco perché la pasta non fa ingrassare
17 febbraio 2020

La pasta non fa ingrassare. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del St. Michael’s Hospital, in Canada. Secondo gli scienziati canadesi, a differenza della maggior parte dei carboidrati “raffinati”, che vengono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, la pasta ha un basso indice glicemico. Ciò significa che provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di cibi con un alto indice glicemico. I ricercatori del St. Michael’s Hospital hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi su tutte le prove disponibili da studi randomizzati controllati. Hanno identificato 30 studi di controllo che hanno coinvolto quasi 2.500 persone. Queste ultime hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista BMJ Open. “Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo”, ha detto l’autore principale, il dott. John Sievenpiper, scienziato del Centro di nutrizione dell’ospedale. “In realtà l’analisi mostrava effettivamente una piccola perdita di peso. Quindi, contrariamente alle preoccupazioni, forse la pasta può essere parte di una dieta sana a basso indice glicemico”.

Consumo medio circa 50 grammi al giorno

Le persone coinvolte nelle sperimentazioni cliniche hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana invece di altri carboidrati. Una porzione equivale a circa mezzo bicchiere di pasta cotta. Hanno perso circa mezzo chilo con un follow-up di 12 settimane. Secondo i ricercatori, questi risultati sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico. “Dopo aver valutato le prove, ora possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sul peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano”, prosegue il dottor Sievenpiper. Non si tratta del primo studio di questo tipo. Un’altra ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli in Molise ha svelato che un consumo più o meno regolare e più o meno moderato di pasta sul giro vita non è affatto dannoso per la linea. Basta non esagerare consumandone una quantità equivalente al 10% delle calorie giornaliere, in media circa 50 grammi al giorno.

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