Lega, rinviato Consiglio Federale: la leadership di Salvini trema, il Nord impone il congresso

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Matteo Salvini

Niente riunione del Consiglio Federale della Lega. E ancora nessuna data alternativa per la prossima settimana. Matteo Salvini non ha trovato la quadra con l’ala nordista, determinando il rinvio del confronto. La motivazione ufficiale adduce l’impossibilità di coordinare le agende di governatori e ministri, ma lo stallo è politico. La segreteria rifiuta il modello sul tipo dell’unione sociale cristiana bavarese ipotizzato dal Veneto.

Anche la mediazione statutaria di Roberto Calderoli è caduta: il rischio di perdere il controllo sui territori storici è giudicato eccessivo per gli equilibri della leadership. Una soluzione di compromesso non soddisfa Luca Zaia né Massimiliano Fedriga, indisponibili ad accettare la carica di vicesegretario senza garanzie di reale incidenza sulla linea politica. Dal Nord si ribadisce che l’obiettivo non è l’occupazione di poltrone, ma il recupero del consenso perduto attraverso una netta sterzata ideale.

Tensioni interne e crescita esterna

Mentre l’azione dei vertici si arena nell’impasse, le rilevazioni demoscopiche segnalano l’avanzata di forze concorrenti sulla destra. L’ultimo sondaggio televisivo certifica l’aggancio di Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci, ai danni del Carroccio. La strategia volta ad arginare l’eurodeputato, basata sulla previsione di un rapido sgonfiamento mediatico dopo la rottura formale, si è rivelata inefficace.

Vannacci mantiene un’elevata esposizione sulla stampa attraverso dichiarazioni divisive, dinamica che sembra capitalizzare in termini di preferenze elettorali. La frangia che preme per una riforma strutturale del partito osserva come la crescita della sigla concorrente sia legata a una contingenza favorevole. Per i settentrionali la risposta non deve configurarsi in funzione di una singola figura, bensì nel recupero dell’identità originaria. La via indicata è quella di un congresso programmatico da celebrarsi prima delle prossime elezioni politiche.

Verso la scadenza di Treviso

Il congresso viene inteso come lo strumento per riacquistare centralità nel dibattito pubblico, replicando l’effetto trainante che le assemblee dei movimenti concorrenti esercitano sulle intenzioni di voto. Il nodo politico si stringerà in occasione del raduno di Treviso, fissato in calendario per il 4 e 5 luglio. In quella sede la componente nordista potrebbe formalizzare la richiesta di una convocazione congressuale immediata.

La segreteria nazionale valuta le contromisure per neutralizzare la contestazione e non si escludono contatti bilaterali mirati con la presidenza della Regione Veneto. Tra i fedelissimi del segretario si fa strada l’ipotesi della linea intransigente: offrire la carica di vicesegretario a Zaia direttamente durante il Consiglio Federale. Un eventuale rifiuto scaricherebbe sul governatore la responsabilità della mancata cooperazione in un momento di flessione della struttura.

Le frizioni nei territori lombardi

I segnali di logoramento emergono anche nelle articolazioni regionali, storicamente fedeli alla linea centrale. Durante l’ultima seduta del Consiglio regionale della Lombardia, la componente salviniana ha chiesto conto al capogruppo Fabrizio Romeo delle posizioni critiche espresse nel precedente Federale. Anche al governatore Attilio Fontana sono state contestate le dichiarazioni relative all’insufficienza dei trasferimenti statali verso Milano, interpretate come un attacco indiretto alla gestione del ministero dell’Economia.

Il clima si è surriscaldato anche a causa del commissariamento della federazione provinciale di Pavia dopo le vicende del comune di Vigevano, dove l’esponente salviniano Vignati è stato sostituito da Gian Marco Centinaio. Romeo ha imputato la decisione alle dinamiche locali, ma la minoranza ha evidenziato le responsabilità della dirigenza regionale. Il voto ha ratificato il provvedimento, registrando tuttavia ben undici astensioni su trenta presenti.