Mps contesta l’Opas di Intesa e apre a Banco Bpm: “Proposta industriale da approfondire”

Secondo le prime osservazioni del cda, l’Opas di Intesa presenta un perimetro finale non definito e dipendente da valutazioni regolatorie complesse, che includono la cessione degli sportelli a Unipol e il ruolo di Generali nel mercato vita.

mpsmontepaschi

Il consiglio di amministrazione di Mps ha diffuso le prime valutazioni sull’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo l’8 giugno, giudicando l’offerta caratterizzata da un premio ritenuto insufficiente, sinergie da verificare e un quadro regolatorio ancora incerto, inclusi i profili Antitrust e la quota in Generali. Le osservazioni, raccolte in otto pagine, rappresentano la prima risposta formale del Monte all’operazione.

Valutazioni economiche e premio giudicato modesto

Il cda ha rilevato che, sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio, il corrispettivo dell’Opas esprime uno sconto del 3,3%, che salirebbe al 6,2% considerando il dividendo interim previsto da Intesa a novembre. Una valorizzazione che, secondo Siena, non riflette il cambio di controllo né il successivo break‑up del gruppo. Il board ha inoltre evidenziato che il corrispettivo è composto prevalentemente da azioni Intesa, trasferendo agli azionisti Mps il rischio legato all’andamento del titolo. Il Monte ha ricordato che il total shareholder return di Intesa dal 2023 è stato inferiore a quello del settore bancario nel suo complesso.

Sinergie da verificare e dubbi sulla disaggregazione del gruppo

Le sinergie prospettate da Intesa sono state definite elevate rispetto alla dimensione economica del perimetro Mps coinvolto nella combinazione. Il cda ha chiesto approfondimenti sulla loro effettiva conseguibilità e sostenibilità nel tempo. Criticità sono state espresse anche sulla disaggregazione del gruppo, ritenuta potenzialmente dannosa per la continuità del sostegno all’economia reale garantito dall’attuale rete del Monte. “L’operazione solleva interrogativi sulla competitività del sistema bancario”, ha precisato il board.

Profili Antitrust e nodo Generali

Il Monte ha segnalato che l’accordo tra Intesa e Unipol per la cessione di una parte degli sportelli non elimina l’incertezza regolatoria. Il completamento dell’offerta rimane subordinato alle valutazioni delle autorità competenti, e gli azionisti sono chiamati a esaminare un’operazione il cui perimetro definitivo e le eventuali misure correttive non sono ancora chiari. Ulteriori elementi di incertezza riguardano la partecipazione in Generali detenuta da Mps tramite Mediobanca, considerato il ruolo rilevante delle due società nel mercato italiano dell’assicurazione vita.

Il dossier Banco Bpm e la reazione dell’istituto milanese

Parallelamente all’analisi dell’Opas, il cda ha annunciato che valuterà le opzioni strategiche disponibili, inclusa la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm. L’offerta, ha spiegato Mps, “merita un approfondimento completo e rigoroso” perché fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva o del marchio. A stretto giro è arrivato il commento positivo di Banco Bpm: “Prendiamo atto con soddisfazione della posizione del cda di Mps”, ha dichiarato un portavoce, sottolineando la volontà di preservare l’integrità del Monte a beneficio di clienti, dipendenti e territori.

Prossime tappe e quadro regolatorio ancora aperto

Il cda del Monte si esprimerà sull’offerta nei tempi previsti dalla legge, proseguendo l’analisi nell’interesse degli stakeholder mentre porta avanti il piano di integrazione di Mediobanca. Restano da definire i dettagli delle misure regolatorie e il perimetro finale dell’operazione, elementi che il board considera centrali per la valutazione complessiva dell’Opas.