Parigi, sciopero contro la riforma delle pensioni: tensione e black bloc. La protesta si protrarrà fino a lunedì

Parigi, sciopero contro la riforma delle pensioni: tensione e black bloc. La protesta si protrarrà fino a lunedì
5 dicembre 2019

Oltre 180mila manifestatnti sono scese in piazza in una trentina di città della Francia contro l’attesa riforma delle pensioni voluta dal governo del presidente Macron. Le autorità calconano oltre 20.000 persone a Montpellier, 19.000 a Nantes, 15.000 a Clermont-Ferrand, 10.500 a Tours, 10.000 a Rennes. Nelle cifre non sono incluse la manifestazione di Lione né di Marsiglia dove il corteo è partito nel primo pomeriggio. Alcune centinaia di black bloc si sono riuniti su place de la Republique, a Parigi, dove sta arrivando il grosso del corteo dei manifestanti. I giovani, vestiti di nero e con il volto coperto, hanno gia’ preso di mira e danneggiato alcune telecamere di operatori tv che li stavano riprendendo. La situazione, anche per il corteo di migliaia di persone che sta premendo dal boulevard de Magenta, e’ ora piuttosto tesa. Nei dintorni della grande piazza, dove hanno preso posizione centinaia di black bloc con il volto coperto, sono in fiamme alcuni cassonetti e i pompieri stanno intervenendo. I casseur stanno lanciando sassi contro le vetrine, la situazione e’ sempre piu’ tesa.

Intanto, i sindacati fanno sapere che durera’ fino a lunedi’ lo sciopero di RATP (l’azienda di trasporto pubblico di Parigi) cominciato oggi contro la riforma delle pensioni. Decisione presa da “quasi tutti i dipendenti in sciopero nelle assemblee generali” di questa mattina, dicono fonti sindacali. La mobilitazione, molto forte oggi, sara’ “la stessa fino a lunedi’”, ha detto Thierry Babec dell’Unsa, il primo sindacato della RATP. “La “determinazione” degli agenti “si traduce in una rete che e’ quasi a un punto morto, una situazione che continuera’ nei prossimi giorni se il governo non sente la loro richiesta di abbandonare il progetto di riforma pensionistica Delevoye”, avverte la CGT, il secondo sindacato della RATP, in un comunicato. Visto dall’estero, il giovedi’ nero di proteste e scioperi contro la riforma delle pensioni rappresenta un “test” per il presidente Emmanuel Macron, che “si sta giocando il mandato con la madre di tutte le riforme: le pensioni”, riferisce il quotidiano Le Monde nella sua rassegna stampa estera dedicata alla giornata di manifestazioni senza precedenti che sta paralizzando il Paese, con trasporti fermi e il 40% delle scuole chiuse. Molti dei media stranieri esprimono una certa incomprensione sulle motivazioni profonde del maxi sciopero odierno e dei 245 raduni organizzati dai lavoratori di ogni categoria. “La Francia e’ il Paese occidentale con il sistema maggiormente redistributivo. Le proposte di Macron sulle pensioni non appaiono radicali agli occhi di molti osservatori stranieri, soprattutto negli Stati Uniti”, scrive il Washington Post.

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Sulla stessa linea il New York Times: “I manifestanti contestano la riforma di un sistema generoso, unico nel suo genere, seppur uno dei piu’ complicati al mondo: l’eta’ media pensionabile e’ tra le piu’ basse e l’importo delle pensioni tra i piu’ alti nei paesi industrializzati”, precisa il giornale della Grande Mela. “La Francia registra uno dei tassi di poverta’ degli anziani tra i piu’ bassi al mondo e i centri ricreativi sono pieni di pensionati in ottima forma”, prosegue la stessa fonte. Una mobilizzazione sociale inedita che “ci ricorda che la Francia e’ un Paese che ama le manifestazioni ma detesta il cambiamento, soprattutto in un momento di paura dovuta alla mondializzazione e al cambiamento climatico”, commenta il corrispondente a Parigi del New York Times. Per le testate statunitensi la giornata del 5 dicembre rientra in una tradizione di contestazione sociale consolidata in Francia, dal maggio ’68 degli studenti fino ai gilet gialli, che possono sorprendere i governi “per la loro forza e violenza”. I media Usa sottolineano che “nessuna altra democrazia al mondo e’ cosi’ tollerante di fronte a macchine incendiate e vetrine rotte”. Dagli Usa alla Spagna passando per l’Italia, la Germania e la Gran Bretagna i media concordano nel considerare le manifestazioni del giovedi’ nero “tra le piu’ importanti e destabilizzanti”, “la piu’ grande sfida dalla crisi dei gilet gialli” per il presidente Macron.

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“Il nuovo movimento sociale fa riflettere sullo stile di management dall’alto verso il basso di Macron, che aveva promesso di ascoltare con attenzione le voci prima di prendere decisioni”, analizza il New York Times. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo, se lo sciopero dei trasporti dovesse protrarsi, il presidente francese dovra’ “vincere la battaglia dell’opinione pubblica e la sua risposta strategica dovrebbe appoggiarsi sulla sua solida maggioranza in Parlamento per portare a termine una riforma contenuta nel suo programma elettorale”. Per il Times, l’esito del movimento sociale in atto in Francia sara’ determinante per il futuro del presidente, per il quale oggi potrebbe cominciare “un lungo viaggio in un inverno segnato da molti conflitti”. “Se il Paese verra’ messo in ginocchio, il resto del suo mandato ne partira’, invece se il movimento non regge, il presidente impopolare avra’ vinto la sua battaglia e potra’ dedicarsi al compito gravoso di riconquistare la fiducia del pubblico in vista delle elezioni del 2022” anticipa il quotidiano londinese. Per il Corriere della Sera, i francesi si stanno preparando al “secondo Natale di tensioni”, dopo la guerriglia dei gilet gialli, ogni sabato per le vie di Parigi. Secondo il quotidiano economico tedesco Handelsblatt, “la storia potrebbe ripetersi”, in un riferimento al vasto movimento di contestazione sociale di dicembre 1995, segnato da 3 settimane di scioperi che hanno stremato la Francia e i francesi. “Oggi, diversamente da allora, il clima nelle societa’ private e’ piuttosto calmo. A trarre vantaggio dello sciopero sono i trasportatori privati che oggi si sostituiscono a quelli pubblici” conclude la testata tedesca.

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