Pellegrini (M5s) pubblica foto falsa Meloni-Trump. La maggioranza insorge: è reato, si dimetta dal Copasir
Il dceputato del M5s, Marco Pellegrini
La tensione tra Roma e Washington si riflette in un acceso dibattito interno, con un caso politico che assume rilevanza giuridica. È la diffusione di un’immagine contraffatta, realizzata con sistemi di intelligenza artificiale e pubblicata da un parlamentare, a innescare un duro scontro tra maggioranza e opposizione.
Il deputato del Movimento 5 Stelle Marco Pellegrini, membro del Copasir, ha condiviso sui propri profili social un selfie che ritrae la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accanto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo scatto, accompagnato dalla didascalia “La foto supplicata”, era corredato da un commento pungente: “Le realtà supera sempre la fantasia. Quando pensi che Giogggia abbia toccato il fondo, lei prende la pala, scava più a fondo e ti smentisce. Inadatta, inadeguata, ridicola, servile” .
L’immagine, tuttavia, non è autentica. Presenta il logo del profilo Instagram “andy_respiggi”, un utente che si occupa di creazioni satiriche con l’intelligenza artificiale . Lo stesso autore del post, consapevole della natura fittizia del contenuto, aveva precisato: “Mi sembra assurdo dover specificare che la foto selfie di Meloni e Trump è stata ovviamente generata dall’IA”. Nonostante ciò, sui profili del deputato molti utenti hanno commentato senza porsi il problema della veridicità, scatenando insulti e critiche contro la premier .
La vicenda si inserisce in un contesto delicato, quello della polemica scatenata dalle parole di Trump su Meloni durante un’intervista. Il deputato Pellegrini ha ripreso le frasi del presidente americano – “Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto” – utilizzandole come spunto per l’attacco politico, con un post che amplifica la tensione internazionale in chiave domestica .
La denuncia di Fratelli d’Italia

La reazione del partito di maggioranza è stata immediata e corale. Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha parlato di “un vergognoso tentativo di ingannare la gente”, attaccando il Movimento 5 Stelle per la “consueta propensione al falso e alla menzogna”. “Come se non bastasse – ha aggiunto Malan – c’è il commento del deputato Pellegrini che accusa Meloni di essere ‘inadatta, inadeguata, ridicola, servile'” .
L’attacco non si è limitato alla sfera politica. Malan ha invocato l’applicazione dell’articolo 612-quater del codice penale, introdotto dalla recente legge sull’intelligenza artificiale, che disciplina l’illecita diffusione di contenuti alterati con l’IA. La norma punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque cagioni un danno ingiusto pubblicando immagini falsificate idonee a trarre in inganno .
“Si procede d’ufficio in alcune circostanze, tra cui quella in cui – come sarebbe in questo caso – il fatto avviene nei confronti di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate”, ha specificato il senatore, riferendosi alla condizione che renderebbe il reato perseguibile senza necessità di querela . Malan ha inoltre sottolineato la gravità della disinformazione in un momento di tensione internazionale, definendo la condotta come un episodio di “guerra ibrida” che danneggerebbe l’Occidente a vantaggio di competitor come Russia e Cina .
La richiesta di dimissioni
A rafforzare la posizione di Fratelli d’Italia è intervenuto il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha definito “gravissimo” utilizzare l’intelligenza artificiale per alimentare “denigrazione e disinformazione”. Bignami ha posto l’accento sulla funzione istituzionale del deputato Pellegrini: “Che a macchiarsi di questa grave condotta, finalizzata a minare la credibilità nazionale, sia un componente del Copasir è gravissimo” .
Il Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, è l’organo che vigila sui servizi di intelligence italiani. Per questo, Bignami ha chiesto le dimissioni del deputato pentastellato: “È evidente che Pellegrini non può sedere al Copasir, si dimetta almeno da quello” . La richiesta è stata sostenuta anche dalla vicepresidente di FdI in Senato, Antonella Zedda, e dal capogruppo in Commissione Giustizia, Gianni Berrino, che ha ribadito: “La legge c’è, il reato anche. Pellegrini, che è anche componente del Copasir, dovrebbe sapere che il reato di deep fake è perseguibile d’ufficio” .
La polemica si inserisce in un dibattito più ampio sull’uso improprio delle tecnologie di intelligenza artificiale nella comunicazione politica. Solo poche settimane prima, la stessa Meloni aveva messo in guardia riguardo alla diffusione di immagini false che la ritraggono, come un precedente scatto in sottoveste anch’esso generato artificialmente, testimoniando la crescente esposizione delle figure pubbliche a questo nuovo fronte della manipolazione dell’informazione .
