Renzi a scuola politica della Lega tra applausi, stoccate e aneddoti

Renzi a scuola politica della Lega tra applausi, stoccate e aneddoti
Matteo Renzi
21 maggio 2022

La premessa dell’intervento del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, alla Scuola di formazione politica della Lega non lascia spazio ad ambiguità: “Sono ben felice di dialogare, siamo avversari politici, da due parti opposte del Parlamento, anche se adesso appoggiamo lo stesso governo, in una posizione particolare”. Nel corso dell’intervista del direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, oltre alle stoccate su reddito di cittadinanza e immigrazione non mancheranno però applausi, battute e parziali convergenze su alcune posizioni del partito di Matteo Salvini come sulla giustizia e sul fisco.

“In un Paese civile il confronto è un bene, non vi dirò quello che vi disse Conte qualche anno fa, ‘io sono populista’ anzitutto perché non lo sono e poi perché non mi va di venire qui a lisciarvi il pelo” ha chiarito l’ex premier. Il primo banco di prova è l’Ucraina e il rischio di una carestia che porterebbe a un aumento dell’immigrazione: “Mi avete massacrato quando ero premier sul tema dell’invasione, dicevate che erano numeri insostenibili, ma se guardate i numeri di quella che comunque era un’emergenza vedrete che in tre mesi dall’Ucraina è arrivato lo stesso numero di persone del 2015”.

Al conflitto in corso si lega anche il tema dell’energia e la memoria torna al referendum sulle trivelle del 2016. Su quello, ha ricordato, “eravamo divisi” e “oggi rivendico che la mia posizione era quella giusta”. Poi però ricorda anche il primo incontro con Umberto Bossi dopo l’elezione dell’ex premier a Palazzo Madama: “Dandomi un cazzotto mi disse ‘sei stato uno dei pochi che ha fatto qualcosa per la mia gente’, cioè gli imprenditori del Nord”. Quanto a Matteo Salvini, Renzi ha citato la scritta “Meglio bestia che Renzi” presente su una maglietta indossata anni fa dall’attuale segretario leghista. “Come vedete ce le diamo e continuiamo a combattere, come giusto che sia, talvolta insieme, molto più spesso divisi”.

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Dopo quasi un’ora di botta e risposta Renzi si è giustificato con ironia per la lunghezza di alcune risposte: “Noi di sinistra facciamo discorsi alla Fidel Castro. Sono venuto qui per poter dire ‘noi di sinistra’ perché se vado a un’iniziativa del Pd o di Leu non posso dirlo” ha concluso prima di osare l’impossibile: “Non posso dire di scrivere C46, cioè il codice 2 per mille a Italia Viva, però non si sa mai che qualcuno magari sbaglia. Non avrei mai immaginato che un giorno sarei andato alla scuola di formazione politica della Lega a chiedere il 2 per mille a Italia Viva, questo è troppo anche per me”.

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