Rizzoli fa il tagliando al Var, arbitri piu’ al monitor

Rizzoli fa il tagliando al Var, arbitri piu’ al monitor
20 novembre 2018

La seconda stagione della Var in Serie A ha fatto registrare 7 errori nelle prime 120 partite (8 l’anno scorso), 5 perche’ non si e’ verificato al monitor l’episodio. E’ stato quindi ben accolto dagli allenatori l’input del designatore Nicola Rizzoli ai suoi arbitri: “Non possono soddisfarmi 7 errori evitabili, dobbiamo lavorare per evitarli. Controllare al monitor 5-6 volte in piu’ in un campionato e’ meglio che 5-6 volte in meno”. E’ il messaggio piu’ importante emerso nelle oltre due ore di confronto fra i vertici arbitrali e i tecnici delle 20 squadre nella sede della Lega Serie A, in cui Rizzoli ha mostrato i video di “tutti gli errori e gli episodi grigi”. Fra questi il gol di Berenguer invalidato al Torino con l’Udinese perche’ Valeri ha fischiato prima che il pallone entrasse in porta, escludendo l’intervento dei colleghi al video; e diversi falli di mano, la fattispecie piu’ complessa.

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“Spesso per noi non e’ semplice capire”, ha detto Stefano Pioli della Fiorentina. Resta nel limbo il ‘mani’ di Benatia in Milan-Juventus, punito da Mazzoleni con il rigore ma non l’ammonizione: “L’arbitro interpreta se l’attaccante e’ in controllo del pallone o tenta un anticipo”, il giudizio di Rizzoli. Ha sbagliato invece Manganiello che in Inter-Parma non ha rivisto al monitor il tocco di mano di Dimarco. Si contano in tutto 657 silent check, 32 interventi del Var (uno ogni 3.75 partite), che ha corretto 24 volte la decisione del campo, nella maggior sul fuorigioco. “Non bisogna pensare che la Var debba azzerare gli errori – avverte Rizzoli -: non deve rendere partite perfette, ma eliminare gli errori piu’ importanti”. Devono ricordarlo i giocatori: il campionato si e’ aperto con un +20% di ammonizioni, buona parte per proteste. “Se in 3-4 circondano l’arbitro, aumentano la pressione, tentano di avere vantaggi senza fidarsi del controllo dell’arbitro”, ha spiegato il designatore, chiarendo che in quei casi si “andra’ dritti con l’ammonizione”.

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Anche il presidente della Lega Serie A, Gaetano Micciche’, aprendo l’incontro ha richiamato le squadre a essere un modello di comportamento da seguire perche’, ha sottolineato, il campionato italiano e’ un prodotto di eccellenza e ha visibilita’ planetaria. Luciano Spalletti vorrebbe arbitri navigati al Var, ma a chi la pensa come l’allenatore interista Rizzoli ha replicato che non bisogna preoccuparsi se l’arbitro in campo e quello al video hanno esperienza diversa: “C’e’ una check list per controllare il processo decisionale dell’arbitro”. E mettere al Var arbitri a fine carriera “non e’ all’ordine del giorno”, ha aggiunto il n.1 dell’Aia Marcello Nicchi, aperto alla valutazione sulla Var Room centralizzata in Lega, ma scettico sulla possibilita’ di dare un ‘challenge’ alle squadre. “Che senso ha mettere in competizione l’allenatore con il Var, persone che fanno due lavori differenti? – il giudizio di Rizzoli – Difficilmente verra’ cambiato protocollo”.

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