Ruby allatta, Guerra è sparita e Berlusconi non c’è più: l’Italia processa ancora i “fantasmi” di Arcore

Karima El Mahroug nota come Ruby

Karima El Mahroug nota come Ruby

Il processo a Giovanna Rigato subisce un nuovo rinvio. Davanti al Tribunale di Monza, dove l’ex concorrente del “Grande Fratello” è imputata per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, le due testimoni convocate non si sono presentate. Karima El Mahroug, nota alle cronache come Ruby, ha prodotto un certificato medico: è neo madre per la seconda volta e sta allattando.

Barbara Guerra, invece, è risultata irreperibile, residente secondo le ultime notizie all’estero. Due assenze, due ragioni opposte, un solo effetto: l’udienza slitta. La vicenda si inserisce in una delle sequenze processuali più tormentate della storia giudiziaria italiana recente, quella nata dall’eco delle cosiddette “cene eleganti” di Arcore, ancora capace di produrre strascichi in aula a distanza di oltre un decennio.

L’accusa: un milione a Villa San Martino

Secondo la ricostruzione della Procura di Monza, Rigato avrebbe incontrato Berlusconi nella sua residenza di Villa San Martino chiedendo circa un milione di euro. La motivazione addotta, stando ai capi d’imputazione, riguardava i danni d’immagine che la donna sostiene di aver subito: conseguenza del clamore mediatico scaturito dalle inchieste giudiziarie avviate sulla base delle rivelazioni di Ruby e, in parallelo, dell’interruzione delle somme di denaro che l’ex presidente del Consiglio le versava con cadenza regolare.

La difesa — affidata agli avvocati Corrado Viazzo e Stefano Gerunda — ha sempre respinto questa lettura. Rigato ha sostenuto con coerenza di aver avanzato una richiesta legittima: non estorsione, ma risarcimento. Una distinzione sottile sul piano penale, decisiva sul piano della qualificazione giuridica del fatto.

Il nodo delle testimonianze mancate

Le due donne avrebbero dovuto fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Karima El Mahroug, residente a Genova, ha comunicato al tribunale la propria impossibilità a comparire attraverso documentazione sanitaria. Ha però precisato — per il tramite dei suoi legali — che, anche in caso di presenza fisica, si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. Una dichiarazione anticipata di silenzio che riduce, sul piano pratico, il peso processuale dell’assenza.

Barbara Guerra, l’altra ex frequentatrice delle serate di Arcore, non ha fornito giustificazioni: le fonti legali si sono limitate a riferire che “non si trova”. La sua posizione è quella di chi, di fatto, si è sottratto alla convocazione senza lasciare traccia utile.

I figli di Berlusconi e l’appello di maggio

Il procedimento non è rimasto privo di parte civile dopo la morte del Cavaliere, avvenuta nel giugno 2023. I cinque figli del fondatore di Forza Italia hanno formalizzato la costituzione, portando avanti l’iniziativa legale avviata dal padre. È un atto che conferisce al processo una continuità simbolica oltre che giuridica: la famiglia Berlusconi sceglie di non ritirare l’accusa e di sostenere in aula le pretese risarcitorie.

Parallelamente, il 28 maggio prenderà avvio a Milano il nuovo processo d’appello relativo alla saga processuale che ha coinvolto Ruby e altri imputati. Karima El Mahroug — oggi madre, residente lontano dai riflettori — tornerà nella veste di imputata. Il cerchio, ancora una volta, non si chiude.