Le basi militari presenti in Italia hanno avuto un ruolo determinante nel sostegno all’operazione statunitense “Epic Fury” contro l’Iran. A sottolinearlo è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo a Fox News, dove ha parlato di un contributo europeo “massiccio” alle attività militari americane.
Secondo Rutte, circa 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi Usa sul territorio italiano per supportare l’operazione, all’interno di uno sforzo più ampio che avrebbe coinvolto tra le 4.000 e le 5.000 missioni di volo in tutta Europa. Numeri che, a suo giudizio, dimostrano come gli alleati europei abbiano fornito un sostegno concreto e rilevante agli Stati Uniti.
Il segretario generale della Nato ha affermato di comprendere la delusione manifestata dal presidente americano Donald Trump in relazione ad alcuni episodi di attrito con gli alleati, ma ha invitato a guardare al quadro complessivo. “Paese dopo paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le loro basi per Epic Fury”, ha dichiarato.
“L’Europa piattaforma della potenza americana”
Rutte ha descritto il ruolo svolto dagli alleati europei come quello di una vera e propria infrastruttura strategica a disposizione degli Stati Uniti. “L’Europa si è trasformata in una piattaforma di proiezione della potenza per gli Stati Uniti”, ha osservato, indicando proprio l’Italia come uno degli esempi più significativi. “Quando si prende, per esempio, l’Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere Epic Fury, quindi è una cosa enorme”.
Tra i casi citati dal segretario generale anche quello della Romania, dove le autorità avrebbero limitato il traffico commerciale negli aeroporti per consentire l’impiego delle infrastrutture a favore dei velivoli cisterna impegnati nelle operazioni militari. “Tutto questo sta accadendo”, ha detto Rutte, sostenendo che il dibattito pubblico tende a concentrarsi eccessivamente sulle tensioni politiche, trascurando il livello di cooperazione operativa tra gli alleati.
Difesa, investimenti e rapporto con Trump
Il segretario generale ha inoltre anticipato alcuni dei temi che intende affrontare nel colloquio previsto con Trump, concentrandosi sull’aumento delle spese militari all’interno dell’Alleanza. Secondo Rutte, i dati sugli investimenti nella difesa da parte dei Paesi Nato sarebbero particolarmente significativi.
Pur evitando di fornire cifre dettagliate prima degli incontri ufficiali, il numero uno dell’Alleanza ha parlato di risultati “impressionanti” e superiori alle aspettative maturate durante la preparazione del vertice.
Nella sua analisi, Rutte ha attribuito una parte importante di questa accelerazione alla pressione esercitata da Trump sugli alleati affinché incrementassero gli stanziamenti militari. Una strategia che, a suo avviso, avrebbe rafforzato l’intera Nato, migliorando al tempo stesso la sicurezza degli Stati Uniti e favorendo una crescita degli investimenti industriali nel comparto della difesa.
“C’è un dividendo della difesa”, ha spiegato il segretario generale, riferendosi agli effetti economici e occupazionali prodotti dall’aumento delle commesse militari sia in Europa sia in Nord America. Un risultato che Rutte ha collegato direttamente alla leadership del presidente americano, arrivando a ringraziarlo pubblicamente per il ruolo svolto nel rilancio degli investimenti dell’Alleanza Atlantica.