Scisma grillino, arriva nuovo gruppo parlamentare. Di Maio trema

Scisma grillino, arriva nuovo gruppo parlamentare. Di Maio trema
Luigi Di Maio
29 dicembre 2019

Il nuovo gruppo parlamentare avrebbe già il nome e almeno quindici deputati del MoVimento Cinque Stelle sono pronti al salto della quaglia. La repentina uscita di Lorenzo Fioramonti da Palazzo Chigi genera una voragine all’interno del movimento pentastellato animato più che mai da lotte intestine per rimborsi di parlamentari mai effettuati e ambite poltrone mai ottenute. A guidare questa nuova fronda è proprio l’ex ministro dell’Istruzione che in queste ventiquattr’ore sembra aver dato un’accelerata al nuovo progetto ambientalista e di sinistra. In queste ore si ragiona anche sul nome da assegnare a questa nuova formazione politica. “Eco”, sarebbe una tra le ipotesi sul tavolo, dicitura che starebbe per “ecologia” ma anche per “economia”, due temi a cuore proprio al professore di Economia politica. E questo mentre il premier Giuseppe Conte ha categoricamente smentito qualsiasi genesi di nuovi gruppi parlamentari all’interno della maggioranza.

“Sono in una fase di riflessione, non ho ancora preso alcuna decisione in merito”, fa sapere Roberto Cataldi, deputato del M5s indicato come possibile futuro componente del nascente gruppo parlamentare. Non nasconde i malumori, Cataldi, soprattutto in tema di sisma, definendo “fallimentare” la gestione del governo giallorosso. Oltre a Cataldi, per questa nuova compagine parlamentare filo governativa si fanno i nomi di altri grillini come Massimiliano De Toma, Nadia Aprile, Roberto Rossini e Rachele Silvestri. Non farebbero parte della partita, invece, Nunzio Angiola e Gianluca Rospi, che avrebbero avuto abboccamenti con Lega e Italia viva e non apprezzerebbero un progetto ambientalista di sinistra. Al nascente gruppo di Fioramonti, si potrebbero aggregare alcuni esponenti del Misto, già ex M5S: tra questi Sara Cunial, Andrea Cecconi e Gloria Vizzini. Ed è proprio De Toma a spiegare che la costituzione di una nuova compagine sarebbe solo la “naturale conseguenza” dell’uscita dal M5s di alcuni parlamentari. “Quanti sono i deputati critici? Da 10 a 15, a vario titolo”, prosegue l’esponente grillino, “ma si tratta di numeri variabili”.

In sostanza, per De Toma c’è un problema di “visione del Paese” all’interno del Movimento. Intanto, per i ‘morosi’ pentastellati arriva anche un avvertimento sul Blog delle stelle. In un post a firma M5s, viene ribadito che dal mese di novembre tutti i parlamentari “in ritardo con le rendicontazioni e le relative restituzioni sono stati raggiunti da mail, su richiesta dei Probiviri, per ricordare loro gli impegni assunti, all’atto della candidatura con il MoVimento 5 Stelle”. Quindi, “ottemperare agli impegni giuridici e morali assunti entro e non oltre il 31 dicembre 2019″. Ma c’è chi, in merito, sbotta accusando alcuni grillini che si fanno rimborsare dalla Camera i soldi per Rousseau. “Basta con questa farsa! Sono due giorni che leggo accuse su chi non ha ‘restituito’ e ‘rendicontato’ tra i colleghi del Movimento – tuona la deputata ex 5stelle ora del gruppo Misto, Veronica Giannone -. Dovreste sapere, che tanti tra i ‘rendicontisti’ più diligenti, portano in detrazione tra le spese di mandato alla Camera dei Deputati, i 300 euro mensili da destinare a Rousseau! Soldi che dovrebbero pagare di tasca loro e non far pagare ai cittadini con i rimborsi!”. Luigi Di Maio è più che preoccupato, dicono dalle parti dei 5stelle.

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