Sea Watch rifiuta approdo Libia. E Salvini: “Ne risponderà”

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13 giugno 2019

La nave Sea Watch rifiuta di approdare a Tripoli per sbarcare i 52 migranti soccorsi ieri al largo delle coste libiche, come offerto, per la prima volta, dalle autorita’ del paese nordafricano. Il porto libico, secondo la Ong, non e’ sicuro. Per questo la nave ha virato dapprima verso la Tunisia, per poi dirigere decisamente verso Lampedusa, da cui la separano un centinaio di miglia.

Una scelta, quella di non sbarcare i migranti in Libia, che ha suscitato in mattinata l’ira del ministro Matteo Salvini: “La nave illegale, dopo aver imbarcato 52 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorita’ libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto piu’ vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidira’, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne rispondera’ pienamente”.

Le ore passate al largo della Libia senza sbarcare hanno poi suscitato l’allarme del Viminale: “Inutili sofferenze per gli immigrati a bordo della Sea Watch: da ore – senza motivo – sono fermi in mezzo al Mediterraneo”. Malgrado avesse chiesto e ottenuto da Tripoli un permesso allo sbarco, sottolineavano in mattinata fonti del ministero, la nave “ha appena modificato la rotta dirigendosi verso la Tunisia anziche’ verso Sud. Si trova a 69 miglia da Zarzis, a 48 da Tripoli, a 124 da Lampedusa e a 176 da Malta. C’e’ preoccupazione per le persone a bordo – aggiungono le stesse fonti – tra cui alcuni bambini che potrebbero sbarcare al piu’ presto come richiesto dalla stessa Sea Watch”.

Infine, il nuovo cambio di rotta: la nave da ovest si dirige ora verso nord, ossia verso Lampedusa. Si evince dal monitoraggio radar della rotta. La Ong, al momento, non commenta ancora un’eventuale decisione in tal senso, ed e’ sempre possibile un ulteriore cambio di rotta nelle prossime ore.

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