Sicilia, assunzioni bloccate negli enti regionali. E la maggioranza di centrodestra si spacca in aula
Il parlamento siciliano
Le partecipate della Regione Siciliana e gli enti regionali inseriti nel Gruppo amministrazione pubblica (Gap) non potranno effettuare nuove assunzioni fino al 31 dicembre 2027. Lo ha deciso l’Assemblea regionale siciliana approvando, a tarda sera, un emendamento del deputato Pd Antonello Cracolici, inserito in uno dei disegni di legge stralcio allegati all’ultima Finanziaria. La norma è passata con il voto decisivo dell’opposizione, in una seduta in cui il centrodestra è andato sotto per tre volte consecutive. Un dato politico che non è sfuggito a nessuno.
L’obiettivo dichiarato della misura è arginare le assunzioni in odore di clientele nella fase pre-elettorale. Il testo approvato è una versione rivista rispetto alla prima stesura, quella che aveva già ottenuto il via libera dalla commissione Affari istituzionali. Il blocco si applica alle società partecipate e agli enti del Gap, ma la norma non riguarda direttamente la Regione Siciliana come amministrazione: i nuovi contratti regionali restano fuori dal perimetro del divieto.
Le deroghe previste dalla norma
Non tutto il personale è soggetto al blocco. La norma introduce deroghe esplicite per alcune categorie: i lavoratori stagionali — in primo luogo i forestali — e i dipendenti a contratto delle fondazioni liriche e sinfoniche. Resta escluso dal divieto anche il personale sanitario delle Aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere, un’esclusione che risponde all’esigenza di non compromettere l’operatività del sistema sanitario regionale.
Il testo approvato precisa inoltre che il divieto “non si applica alle procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione già avviate o definite alla data di entrata in vigore della presente disposizione”. Una clausola di salvaguardia che tutela i percorsi già in corso, evitando effetti retroattivi sulle procedure formalmente avviate prima dell’entrata in vigore della legge.
Assenza e lo sfogo sulla maggioranza
A rendere la serata politicamente densa è stato lo sfogo pubblico del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza. Parlando in aula dopo aver annunciato il ritiro di un sub-emendamento alla norma Cracolici, Assenza ha usato parole nette: “L’opposizione non fa altro che approfittare delle nostre debolezze: è quello che questa maggioranza si merita. O riacquistiamo la dignità di guidare alla grande la Sicilia o ce ne andiamo a casa”.
Poi, sul rapporto con l’opposizione: “Non abbiamo bisogno di farci dettare l’agenda dal Pd”. E ancora, con un riferimento diretto al rimpasto di governo che ha portato tre nuovi assessori — Caruso, Ingala e Albano — ai loro incarichi: “Quando si ricompone un governo i problemi non si risolvono sedendosi tra i banchi dell’Esecutivo. Il problema non è affatto risolto e qualche partito dell’attuale maggioranza lo ha dimostrato anche oggi”.
La chiusura è stata un appello alla disciplina di coalizione: “Serriamo i ranghi e, con 44 deputati, dimostriamo di essere davvero maggioranza”. Un invito che suona anche come un avvertimento: il margine numerico c’è, ma la coesione politica resta un problema aperto.
