Spalletti perde la partita per vincerla: Juventus battuta dal Sassuolo

Luciano Spalletti

Luciano Spalletti

La Juventus cade 3-2 a Reggio Emilia contro il Sassuolo alla quarta giornata di campionato e incassa la prima sconfitta della stagione. I bianconeri rimontano due volte, trovano il 2-2 al 92′ con una doppietta di Zhegrova, ma al 94′ concedono ad Adzic il contropiede che decide la partita. Il carattere resta, l’equilibrio no. E la Juventus rischia ora di ritrovarsi a cinque punti dalla vetta.

La partita racconta soprattutto una contraddizione: la squadra di Spalletti ha avuto la forza di reagire due volte, ma nel momento in cui sembrava aver completato la rimonta ha perso la struttura che avrebbe dovuto proteggerla. “La squadra ha perso gli equilibri per vincere, attaccando con 8 calciatori”, ha ammesso il tecnico.

Una manovra ancora troppo lenta

Il problema non è soltanto il gol subito nel finale. Per lunghi tratti la Juventus ha mostrato una manovra lenta e poco produttiva. Il 55% di possesso palla non ha prodotto una pressione offensiva continua: Bremer e Lucumì, con Douglas Luiz e Koopmeiners alternati nel sostegno, hanno trovato con difficoltà linee di passaggio.

Il dato più significativo è quello dei tocchi nell’area avversaria: 29 in tutta la partita, appena sei nel primo tempo. Le occasioni sono arrivate soprattutto dalla distanza. La Juventus ha dunque controllato il pallone più di quanto abbia controllato la partita.

Anche il centravanti è rimasto fuori dal gioco. Kolo Muani è ancora a secco da 179 giorni e ha ricevuto pochi palloni utili. “Giochiamo poco su Kolo Muani”, ha riconosciuto Spalletti, chiedendo però all’attaccante maggiore cattiveria. Nemmeno l’ingresso di Woltemade ha cambiato la partita: il tedesco ha avuto una grande occasione di testa da distanza ravvicinata senza trasformarla.

Spalletti ha indicato anche la soluzione tattica: quando il centrocampo non offre linee di passaggio, bisogna cercare direttamente il centravanti. È un’indicazione che fotografa il problema della Juventus: il possesso deve diventare avanzamento, non semplice circolazione.

Gli errori che hanno riaperto la gara

La partita è cambiata quando le squadre si sono allungate. Il Sassuolo ha colpito con Esposito, favorito dal mancato fuorigioco di Bremer e Kalulu. Zhegrova ha poi trovato il primo pareggio sfruttando un’uscita a vuoto di Muric.

I neroverdi sono tornati avanti con Bowie dopo un altro errore difensivo. La Juventus ha reagito ancora e al 92′ Zhegrova ha firmato il 2-2, sorprendendo Muric sul primo palo. Sembrava il momento della rimonta definitiva.

È invece arrivato il ribaltamento opposto. Due minuti dopo il pareggio, la Juventus ha lasciato spazio a un contropiede evitabile. Adzic, ex bianconero, ha firmato il 3-2 e trasformato la rimonta in una sconfitta.

Il coraggio senza equilibrio

La lettura di Spalletti parte proprio da quel finale. “La squadra ha perso gli equilibri per vincere”, ha spiegato il tecnico, riconoscendo anche che “la pressione non è stata fatta benissimo”. La sua valutazione non cancella però l’aspetto positivo: la Juventus ha continuato a cercare la vittoria dopo ogni difficoltà.

Il punto è il confine tra aggressività e disordine. Attaccare con molti uomini dopo il 2-2 può essere una scelta coerente con l’obiettivo di vincere, ma richiede una copertura preventiva adeguata. A Reggio Emilia quella protezione è mancata proprio nel momento decisivo.

Il Sassuolo ha inoltre preparato una partita precisa. Alberto Aquilani ha abbassato il ritmo quando necessario, affidandosi alla regia di Matic, e ha cercato Berardi ed Esposito alle spalle della difesa juventina. Anche sui calci d’angolo a favore della Juventus, il Sassuolo ha mantenuto quattro uomini a centrocampo, riducendo una delle armi offensive dei bianconeri.

Ora servono risposte immediate

Quattro giornate non bastano per parlare di crisi. Ma la sconfitta interrompe la continuità costruita nelle prime tre partite e rimette la Juventus davanti a problemi già emersi: velocità della manovra, collegamento con il centravanti, gestione degli spazi e protezione nelle fasi offensive.

Il calendario offre subito due occasioni per capire quale sarà la risposta. Prima il Nec in Europa League, poi l’Atalanta in campionato. La seconda sfida arriverà allo Stadium, dove nelle ultime settimane la pazienza del pubblico è stata limitata.

Spalletti dovrà quindi lavorare soprattutto sull’equilibrio. La Juventus ha mostrato carattere e capacità di reagire, ma non può concedere un contropiede decisivo un minuto dopo aver recuperato per la seconda volta una partita. A Reggio Emilia non ha perso perché ha cercato di vincere: ha perso perché, nel momento decisivo, ha smesso di proteggere ciò che aveva appena riconquistato.