Spazio, 450 milioni alla startup europea che vuole sfidare la Space X di Musk

La società aerospaziale The Exploration Company ha raccolto 450 milioni di dollari nel più grande round di finanziamento Serie C mai registrato in Europa nel settore spaziale, avviando contestualmente la produzione del modello di volo della capsula riutilizzabile Nyx, destinata al rifornimento e al trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale. La capitalizzazione record consentirà alla startup di velocizzare i test sulla tecnologia di rientro atmosferico e di completare l’aggancio orbitale. I dettagli finanziari dell’operazione segnano un cambio di passo per l’industria aerospaziale del Continente, storicamente dipendente da risorse pubbliche e da vettori esteri per il trasporto di merci e astronauti in orbita bassa.

I nuovi fondi saranno destinati prevalentemente all’ingegnerizzazione di Storm, un motore riutilizzabile ad alta spinta concepito per equipaggiare i futuri lanciatori pesanti di fabbricazione europea. Questa architettura propulsiva si affianca al programma principale della capsula Nyx, veicolo progettato per eseguire missioni di andata e ritorno dalla stazione orbitante con capacità di carico e rientro controllato sulla Terra. Non sono ancora stati resi noti i dettagli relativi alla data esatta del lancio inaugurale né al manifesto di carico per il primo volo dimostrativo.

Autonomia continentale e cooperazione globale

La struttura industriale dell’azienda si articola su una filiera distribuita tra diversi Paesi europei, integrata da accordi tecnologici strategici stipulati negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti. Questo assetto operativo mira a consolidare la sovranità tecnologica europea nel settore dei lanci, garantendo al contempo la compatibilità degli standard di aggancio con i moduli dell’avamposto spaziale internazionale e con le future stazioni private.

L’avvio della fase manifatturiera segna il passaggio definitivo dalla modellazione strutturale alla realizzazione dei componenti di volo destinati alla qualifica spaziale. Nel sito produttivo dell’azienda sono già stati completati i test sul mock-up strutturale della capsula, necessari a validare la resistenza meccanica del telaio alle sollecitazioni del lancio e del rientro atmosferico.

“Il prossimo passo è raggiungere l’obiettivo il più velocemente possibile: il nostro piano prevede di raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, attraccare e tornare indietro con successo, mentre proprio in questo momento sta iniziando la produzione del modello di volo”, ha precisato la fondatrice e amministratrice delegata Hélène Huby durante la presentazione dei dati aziendali.

Scenari geopolitici e sviluppi futuri

La strategia di espansione si inserisce in un contesto globale caratterizzato dalla progressiva privatizzazione dell’orbita bassa e dalla forte concorrenza tra i grandi attori commerciali americani e le nascenti realtà europee. La scelta di integrare capitali privati e filiere internazionali intende ridurre il ritardo strategico accumulato dall’Europa nel campo dei vettori riutilizzabili, elemento centrale per l’abbattimento dei costi di accesso allo spazio.

“Costruiamo veicoli spaziali per l’umanità perché lo spazio fa parte del nostro futuro, ed è possibile scegliere se costruire questo futuro in modo conflittuale oppure in modo collaborativo e pacifico”, ha dichiarato Huby.

Il completamento del round di finanziamento garantisce la copertura finanziaria per le fasi di integrazione dei sistemi di bordo, i test di accensione del propulsore Storm e le verifiche sui software di navigazione autonoma necessari per le manovre di attracco. Le prossime tappe del programma prevedono la qualifica dei sistemi termici di protezione per la fase di rientro atmosferico.