Vendite online e sigarette elettroniche, inammissibili 180 emendamenti

Vendite online e sigarette elettroniche, inammissibili 180 emendamenti
24 luglio 2018

Salta dal decreto dignità la marcia indietro sulla stretta al commercio delle sigarette elettroniche introdotta con l’ultimo decreto fiscale del governo Gentiloni. Le commissioni Lavoro e Finanze della Camera hanno dichiarato inammissibili per estraneità di materia due emendamenti firmati da Alberto Gusmeroli (Lega) che puntavano ad allentare i vincoli sulla vendita online delle e-cig, a ridurre l’accisa sui prodotti da inalazione senza combustione e a varare una definizione agevolata per le imposte di consumo sui succedanei dei tabacchi.

In pratica, al termine dell’esame di ammissibilità condotto dalle commissioni riunite Lavoro e Finanze della Camera, saltano circa 180 emendamenti al decreto dignità. Quindi, degli 850 emendamenti presentati ne restano da votare in commissione circa 670. Cassati anche altri due emendamenti della maggioranza, prima firmataria Maria Pallini (M5S), uno che esclude gli enti di ricerca dalle limitazioni al salario accessorio per le procedure di reclutamento straordinario e l’altro che estende le norme sulla stabilizzazione del personale della PA ad alcuni enti di ricerca.

Tra le proposte di modifica della maggioranza dichiarate inammissibili anche quella, primo firmatario Giuseppe Brescia (M5S), che garantisce ai tutori di minori il diritto all’astenensione retribuita dal lavoro per lo svolgimento delle funzioni connesse al loro incarico per un periodo compreso tra cinque e quindici giorni non continuativi. Stop anche alla possibilità di destinare una quota delle assunzioni di personale delle regioni per rafforzare i centri per l’impiego. Anche questa proposta era stata avanzata dalla maggioranza, prima firmataria Elena Murelli (Lega).

Saltano anche le proposte di modifica M5S-Lega sull’estensione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo alle attività di intelligenza artificiale e quella che introduce il criterio occupazionale per l’assegnazione delle risorse in favore delle televisioni commerciali. Tra gli emendamenti presentati dalle opposizioni dichiarati inammissibili l’introduzione del salario orario minimo garantito (Chiara Gribaudo – Pd), il taglio delle aliquote fiscali per i redditi derivanti da contratti a termine trasformati a tempo indeterminato (Renata Polverini – Fi), la flat tax al 15% sui redditi incrementali (Walter Rizzetto – Fdi), la modifica delle norme sulle esecuzioni immobiliari (Stefano Fassina – Leu).

L’esame in Commissione del decreto dignità proseguirà stasera dalle 21 con l’esame dei ricorsi e la discussione generale sul provvedimento. Difficile che si possa iniziare a votare già nella seduta serale visto che si attende l’esito dei ricorsi per completare i pareri del governo. Le votazioni sugli emendamenti dovrebbero partire domani in tarda mattinata e proseguire per tutta la giornata. L’arrivo in Aula è previsto per giovedì prossimo.

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