Sigarette elettroniche: “Il rischio per la salute è minimo”

Sigarette elettroniche: “Il rischio per la salute è minimo”
25 maggio 2016

Se il rischio di una sigaretta per la salute è pari a 100, quello delle sigarette elettroniche si attesta intorno a 4. In Italia, circa mezzo milione di persone utilizza regolarmente la sigaretta elettronica e il numero è in continua crescita. Si è parlato anche di questo al Convegno intitolato “Sigarette elettroniche – Liberi di crescere tra fisco e regolamentazione”, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi e Anafe, che si è tenuto alla Biblioteca del Senato a Roma. Il professor Riccardo Polosa, ordinario di medicina interna dell’Università di Catania, illustra i rischi minori di una sigaretta elettronica rispetto a quella tradizionale: “Preferisco parlare di rischio relativo alla bionda, perché tutti i consumatori di sigarette elettroniche, il 99,9% sono ex fumatori. Bisogna dunque rapportare il rischio di questi nuovi prodotti al rischio precedentemente presente. E sappiamo molto bene che il rischio del tabacco combusto è un rischio letale”. I dati di cessazione del fumo di sigaretta sono sorprendenti: oltre un milione di persone ha smesso di fumare negli ultimi 2-3 anni: “Dobbiamo prendere esempio dagli altri, in questo caso dagli inglesi, che hanno permesso una libera utilizzazione del prodotto permettendo una commercializzazione come prodotto di libero consumo. Al tempo stesso in Inghilterra le norme anti-tabacco sono particolarmente stringenti, per cui la tassazione sulla sigaretta convenzionale è molto elevata. Questo ha fatto sì che molti fumatori si sdoganassero dal tabacco e cominciassero a intraprendere un nuovo stile di vita: il vapagismo”. “Auspico che anche l’Istituto Superiore di Sanità trovi fondi per poter iniziare una ricerca epidemiologica della stessa portata e per poter confermare anche in Italia lo stesso dato positivo”.

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